Young-Trump come Springsteen-Reagan: "Il repubblicano non usi i miei brani"

14 giugno 2016 ore 7:46, Adriano Scianca
“Quando ho scoperto per la prima volta che Trump usava la mia musica per la sua campagna elettorale, il mio management ha subito chiamato il suo ufficio per chiedere di non farlo più. Credevamo avesse smesso, ma sfortunatamente vedo che sta continuando”. Così scrive Neil Young sulla sua pagina facebook, in riferimento all'uso fatto dal candidato repubblicano di alcuni brani dell'artista come colonna sonora della sua campagna elettorale. Trump ha infatti usato il brano “Rockin' in the Free World” durante i suoi comizi. Il post del cantante è accompagnato da un video in cui Young suona dal vivo e urla nel microfono “F... you Donald Trump”.

Young-Trump come Springsteen-Reagan: 'Il repubblicano non usi i miei brani'
Trump, da parte sua, aveva accusato il cantautore di ipocrisia postando su Twitter una foto del loro incontro avvenuto un anno fa. Ma Young ha ribadito di ritenere Bernie Sanders il candidato migliore. Eppure una intervista di Young alla Reuters sembrava decisamente più conciliante: “Il fatto che io sia a favore di Bernie Sanders e che lui non mi abbia chiesto il permesso di utilizzare Rockin’ in the Free World non vuol dire che non possa usarla. Ha pagato i diritti per ottenerla. Cioè, lui ha detto di averlo fatto e io gli credo. Quindi non ho niente contro di lui. Una volta che la musica è pubblica, tutti possono usarla per qualsiasi cosa”. 

Non sono pochi gli artisti che hanno diffidato Trump dall'usare i loro brani: Rolling Stones, Adele, Rem, Elton John, House of Pain, Aerosmith, Pearl Jam. Il precedente più illustre riguarda sicuramente la polemica fra Bruce Springsteen e Ronald Reagan sull'uso, da parte di quest'ultimo, di “Born in the Usa”, brano ritenuto dall'ex presidente come un inno all'orgoglio americano, laddove per l'artista si trattava invece di una canzone di denuncia.
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