Papa Francesco al Pam contro il cinismo: "La fame non è un problema burocratico"

14 giugno 2016 ore 9:33, intelligo
Papa Francesco ha visitato il Programma alimentare mondiale, l'agenzia dell'Onu ritenuta la più grande organizzazione umanitaria mondiale.
"Non possiamo naturalizzare la fame di tante persone - ha detto il Papa - non ci è lecito dire che la loro situazione è frutto di un destino cieco di fronte al quale non possiamo fare nulla. Quando mancano i volti e le storie, le vite cominciano a diventare cifre e così un pò alla volta corriamo il rischio di burocratizzare il dolore degli altri. Le burocrazie si occupano di pratiche; la compassione da non confondere con la pena, la compassione intesa come il patire con gli altri invece, si mette in gioco per le persone". 
Per Francesco dunque il problema principale resta la presunzione degli Stati di anteporre le ragioni del profitto alla dignità umana:
"Non si tratta - dice - di armonizzare interessi che rimangono ancorati a visioni nazionali centripete o a egoismi inconfessabili, si tratta piuttosto che gli Stati membri incrementino in modo decisivo la loro reale volontà politica di cooperare per questi fini. Perché, sottolinea Bergoglio - la mancanza di alimenti non è qualcosa di naturale, non è un dato né ovvio né evidente. Ed è insopportabile che il cibo sia stato reso un privilegio di pochi. Abbiamo fatto dei frutti della terra, dono per l'umanità,  materia prima di alcuni, generando in questo modo.

Papa Francesco al Pam contro il cinismo: 'La fame non è un problema burocratico'
Per Francesco il male maggiore è il cinismo ossia l'incapacità di indignarsi:
"Sono così tante le immagini che ci raggiungono, che noi vediamo il dolore, ma non lo tocchiamo, sentiamo il pianto, ma non lo consoliamo, vediamo la sete ma non la saziamo. In questo modo, molte vite diventano parte di una notizia che in poco tempo sarà sostituita da un'altra. E, mentre cambiano le notizie, il dolore, la fame e la sete non cambiano, rimangono. Oggi non possiamo considerarci soddisfatti solo per il fatto di conoscere la situazione di molti nostri fratelli. Non basta -conclude- elaborare lunghe riflessioni o sprofondarci in interminabili discussioni su di esse, ripetendo continuamente argomenti già conosciuti da tutti". 

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]