Che fine ha fatto Nicola Di Bari?

14 giugno 2016 ore 11:03, intelligo
di Anna Paratore

Se vi diciamo il nome Michele Scommegna quanti di voi sanno a chi ci riferiamo? Immaginiamo molto pochi, un po’ perché la persona di cui parliamo oggi ha usato tutta la vita il suo bel nome d’arte, e un po’ perché il proprietario del nome appartiene ad anni ormai lontani, gli anni che fecero la fortuna della canzonetta italiana.  Era il periodo in cui, a volte, i cantanti sceglievano nomi d’arte che ricordassero la città di provenienza. Uno di loro fu Peppino di Capri, e poi arrivò anche Nicola di Bari.

Michele Scommegna, in arte Nicola di Bari, classe 1940, non ha proprio nulla che a una prima occhiata possa farlo immaginare ben sistemato nel mondo dello star system, tra i cantanti che all’epoca sono così famosi da vendere milioni di copie di un 45 giri, un disco che contiene solo due canzoni, una per lato.  Non è per niente bello, Michele, e con quel cognome così cacofonico poi… Per non parlare delle lenti modello fondo di bottiglia sugli occhiali scuri dalla montatura pesante, con un frangettina alla Ringo Star che non lo migliora. Insomma, per dirlo in parole povere, e certi che il cantante se mai dovesse leggerci ci si farà sopra una bella risata, Michele Scommegna a poco più di vent’anni è proprio bruttino e ha anche l’aria un po’ sfigata tipica di quelli che per le ragazze sono sempre e solo i migliori amici e i confidenti.
Nicola, però, a tanti piccoli ostacoli, contrappone un grande talento e una volontà di ferro per cui, appena gli è possibile, prende la sua valigia, ci mette dentro poche cose, e parte per Milano per cercare fortuna utilizzando la sua passione: la musica.  Abbandonare le piane assolate piene di ulivi della sua Puglia per i Navigli umidi e nebbiosi, non è facile, ma quando sei determinato davvero nessun ostacolo ti sembra impossibile.  Nel 1961, dopo aver assunto il nome di Nicola di Bari, in onore del santo a cui è più devoto, partecipa a un concorso per voci nuove e lo vince, cosa che gli permette di avere in tasca un po’ di soldi che lo rendano tranquillo e indipendente. Ne avrà bisogno perché i primi successi arriveranno solo 3 anni più tardi. Per la precisione, partecipando al Cantagiro con Amore ritorna a casa, che gli permette di essere apprezzato sia  dal pubblico che dalla critica. Seguono cover di  Burt Bacharach, una prima partecipazione a Sanremo con Amici miei e al Cantagiro con Piangerò.  Nicola torna al Festival anche nel 1966 con Lei mi aspetta, e nuovamente va al Cantagiro con Tremila tamburi, e ancora, per la quarta volta consecutiva, a Sanremo nel 1967 con Guardati alle spalle, in coppia con Gene Pitney. In questi anni alla Jolly, la casa discografica per cui incide, conosce e diventa amico di Luigi Tenco, a cui anni dopo dedicherà un intero LP .

Che fine ha fatto Nicola Di Bari?
Passa il tempo. Ormai Nicola di Bari è un nome abbastanza conosciuto della musica leggera, ma non gode ancora di quel grande successo che meriterebbe se non altro per le doti musicali che possiede. Tutto cambia dopo che viene messo sotto contratto alla RCA, e nel 1970 sostituisce Gianni Morandi al Festival di Sanremo cantando La prima cosa bella in coppia coi Ricchi e Poveri.  Il pezzo non vince, arriva secondo ma, come spesso accade a Sanremo, ottiene un enorme successo di pubblico e rende famosissimo anche Nicola di Bari.  Quell’estate, poi, Nicola di Bari canta Vagabondo, che balza ai primi posti delle classifiche sia in Spagna che in America Latina.  E così, nel 1971 arriva anche la vittoria al Festival di Sanremo. Il brano che sancisce il trionfo è Il cuore è uno zingaro in coppia con Nada. Ma non basta. Nicola di Bari, nello stesso anno, vince anche Canzonissima con Chitarra suona più piano, battendo in extremis Massimo Ranieri.
Arriva poi sesto all’Eurovision Song Contest del 1972 a Edimburgo, dove tra l’altro è apprezzatissimo dalla critica. Nel 1973 con il pezzo Paese riscuote tanto successo di pubblico. Negli anni successivi, però, dopo aver cambiato casa discografica ed essere passato dalla RCA alla Carosello, subisce come tutti i cantanti di allora un notevole ridimensionamento nelle vendite. Si dedica così alla sua carriera in Sud America, dove invece continua a riscuotere un ottimo successo e le sue canzoni, tradotte in spagnolo, la fanno da padrone sulle radio locali.  Nel 1986 torna ad incidere in Italia, e produce un album intitolato Innamorarsi, che però tradotto otterrà anch’esso maggior successo sui mercati di lingua spagnola.  Infine, nel 2010, ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 torna ad apparire in tv dopo alcune decine di anni.  L’ultima sua produzione risale al 2014, con l’album La mia verità. 
Oggi Nicola di Bari è un tranquillo signore di 76 anni che continua a  scrive e a comporre la sua musica, e che vive felice in seno alla sua famiglia. 

autore / intelligo
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