Ora il robot decide se ferire l'uomo, l'inventore: "Pensiamoci prima che sia tardi"

14 giugno 2016 ore 17:44, Andrea De Angelis
La chiamano provocazione, in realtà è soprattutto un allarme. Del resto la finalità della prima è proprio questo: far suonare il campanello che attiri l'attenzione degli esseri umani sulle possibili evoluzioni della robotica. Specialmente se si pensa che tutto sia relegato al mondo del cinema e della fantascienza. 

Oggi un robot può decidere se ferire o meno un uomo. Non è tanto il "ferire" la parola, o meglio il verbo, che deve far paura. Ma il fatto di poterlo decidere. Isaac Asimov è stato così smentito: per la prima volta è stato costruito un robot che viola la sua "prima legge della robotica", quella che afferma che un robot non può fare del male ad un essere umano.
A costruirlo è stato Alexander Reben, un ingegnere dell'università di Berkeley che però si definisce anche artista, oltre che esperto di robotica. Il suo dispositivo può scegliere se pungere o no un dito provocando una piccola ferita. Il robot consiste in un braccio meccanico e una piattaforma su cui l'utente deve mettere il dito. L'intelligenza artificiale decide arbitrariamente se far partire un ago che punge il dito, al di là di ciò che voglia o desideri l'uomo in quel momento. 
Il fine, come detto, è proprio quello di svegliare le coscienze, creare una discussione sulle intelligenze artificiali sempre più evolute e sui rischi ad esse connessi. 

"La grande preoccupazione sulle intelligenze artificiali è che possano andare fuori controllo", dice Reben. "I giganti della tecnologia affermano che siamo ben lontani da questo - aggiunge -, ma pensiamoci prima che sia troppo tardi. Io sto provando che robot pericolosi possono esistere, dobbiamo assolutamente confrontarci sul tema".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]