Brexit, referendum nelle mani degli incerti e le borse non si fidano

14 giugno 2016 ore 12:29, Americo Mascarucci
E’ un "bagno di sangue" quello che si è registrato in borsa in queste ore sulle principali piazze europee. 
Colpa degli ultimi sondaggi che arriverebbero dalla Gran Bretagna e che evidenzierebbero alte probabilità di successo degli euroscettici al referendum sulla Brexit del 23 giugno.
L’ipotesi che il Regno Unito possa uscire dalla UE come chiedono i promotori del referendum spaventa gli investitori, fa precipitare le borse e sembra mettere in serie difficoltà il sistema bancario. 
L’Europa ha bruciato ieri in borsa 130 miliardi dopo i 174 di venerdì scorso. 
Nel pomeriggio, poi, come riferisce Repubblica sono continuate le sospensioni al ribasso sulla Borsa Italiana: Mps e Banco Popolare sono alcuni dei titoli più venduti, mentre gli investitori guardano a Rcs con l'avvio dell'offerta di Cairo. 
Milano chiude sui minimi perdendo il 2,91%; Francoforte cede l'1,8%, Parigi l'1,85% e Londra tiene meglio a -1,16%. In ribasso anche Wall Street, reduce da una settimana poco sotto la parità: il Dow Jones perde lo 0,74%, il Nasdaq lo 0,94% e l'indice S&P500 lo 0,81%. 
Secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission, hedge fund e speculatori starebbero puntando sulla debolezza della sterlina con una forza che non si vedeva dal giugno 2013.

Insomma Brexit fa paura. Che succederà se il 23 giugno la Gran Bretagna a maggioranza si pronuncerà contro la permanenza nell'Unione Europea? 
La Bce è "pronta a ogni evenienza", ha detto il governatore Mario Draghi. 
"Ci siamo disposti per il peggior scenario" ha assicurato ieri in un’audizione al Parlamento europeo Danièle Nouy, responsabile della vigilanza creditizia alla banca centrale: "Abbiamo chiesto dei piani agli istituti che potrebbero più patire gli choc e li collaudiamo per essere sicuri che siano adeguati". 
Brexit, referendum nelle mani degli incerti e le borse non si fidano
Gli ultimi sondaggi hanno rafforzato le posizioni degli euroscettici: anche gli indici di Financial Times e Bloomberg danno ormai in vantaggio l'opinione di chi vuole uscire dalla Ue, anche se la quota di indecisi è enorme. Quindi meglio munirsi di paracadute per tempo sperando che alla fine non serva.
 

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