Boschi, contro il femminicidio l'educazione e una task force. Lucia Annibali in campo

14 giugno 2016 ore 14:48, Lucia Bigozzi
Oltre la legge, è pronta una task force. Obiettivo dichiarato: combattere il femminicidio. L’annuncio arriva dal ministero per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi che parla dell’istituzione di una Unità operativa di pronto intervento. Non solo la cornice, ma anche la sostanza: saranno infatti 12 i milioni di euro messi a disposizione del piano contro la violenza sulle donne; risorse correlate ai fondi già stanziati dal governo Letta con la legge sul femminicidio. Anche se, va detto che la disponibilità economica per mettere in campo gli interventi contro il femminicidio basteranno fino al 2018 e, in buona sostanza, saranno impiegate per la formazione degli operatori che lavorano nei centri anti-violenza e implementarne la loro presenza. 

Boschi, contro il femminicidio l'educazione e una task force. Lucia Annibali in campo
A livello legale, nella legge di stabilità verrà inserita anche la norma sul cosiddetto “codice rosa” contro il femminicidio. In questo caso, il fine è migliorare la collaborazione tra forze dell’ordine
, strutture sanitarie e centri anti-violenza. Inoltre, nel pacchetto del Jobs Act c’è un passaggio normativo che dà la possibilità alle vittime di violenza o stalking di usufruire uno stop da lavoro per un periodo di tre mesi. Il ministro Boschi sottolinea che “per sconfiggere il femminicidio bisogna iniziare dalla famiglia” e per rendere più efficace l’impegno, ha deciso di chiamare a far parte della task force Lucia Annibali, l’avvocato di Pesaro sfregiata con l’acido da due sicari incaricati dall’ex fidanzato. La Annibali ha risposto positivamente all’invito: “Mi ha fatto molto piacere. La ritengo una bellissima occasione per dare un contributo concreto, l'educazione e il parlare con i giovani sono molto importanti così come è fondamentale la prevenzione”. Dal canto suo, Boschi osserva che “se guardiamo con freddezza i dati del ministero dell'Interno, vediamo che nei primi cinque mesi del 2016 il fenomeno del femminicidio è sceso del 20% rispetto allo stesso periodo del 2015. Numeri che ci devono guidare, ma che servono a poco davanti al dolore di una mamma, di un fratello, di un'amica”. Di qui, l’annuncio dell’Unità operativa anti-femminicidio: “Stiamo preparando la squadra e vorrei anche chiamare dei consulenti. Ci sono fondi per 12 milioni: si può fare molto”. 

FEMMINICIDIO IN NUMERI. Fanno tremare i polsi. Dall’inizio dell’anno, sono già 50 le donne uccise da uomini – mariti, fidanzati o compagni – e 155 quelle che subiscono violenza e che quindi rientrano nella tipologia fissata dalla norma sul femminicidio. Per non parlare, poi, di un tempo molto ravvicinato – ovvero nell’arco di soli dieci giorni - in cui si sono verificati tre omicidi. Sono i casi di Michela Noli, uccisa dal marito, Sara Pietrantonio uccisa e data alle fiamme dall’ex fidanzato e, ultima tragedia in ordine temporale, l’assassinio di Christina Grimmie, 22, star di  The Voice Usa, che ha avuto una grande eco mediatica. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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