Eric Clapton come Maurice White, la malattia compromette la sua musica

14 giugno 2016 ore 17:43, intelligo
Di Mario Grassi

Anche il grande Clapton getta la spugna, dichiara a  Classic Rock Magazine  "Posso ancora suonare, ma è molto difficile" fare il chitarrista è diventato "un duro lavoro"
"I miei forti mal di schiena si sono trasformati in una neuropatia periferica, per me suonare la chitarra è molto difficile”  una costante perdita del controllo di braccia e gambe. Una decadenza neuromotoria è la spina nel fianco del musicista che ha 71 anni. Quella capacità di suonare sempre ad altissimi livelli con accordi e musicalità geniali ha fatto di lui un grande. Ha venduto milioni di album plurivincitore di Premi Grammy, Eric Clapton è l'unico musicista che vanta tre inserimenti nella Rock and Roll Hall of Fame. qualcuno scrisse di lui davanti a un cancello della metropolitana di Londra che "Clapton is God", Clapton è Dio. Clapton ha composto grandi classici come Cocaine di JJ Cale oppure Layla. Nasce dal blues ma attraversa generi come il rock psichedelico il reggae arrivando fino al pop rock. Pezzi che hanno segnato la musica è stato soprannominato  "Slowhand", mano lenta perché non cerca per forza la spettacolarità di ciò che suona.
Eric Clapton come Maurice White, la malattia compromette la sua musica
Già durante gli anni scorsi aveva avuto problemi ed è stato costretto a saltare concerti ed interrompere i suoi tour. "È come se sentissi scariche elettriche che arrivano fino in fondo alla gamba - ha detto - e devo fare i conti con l'idea che la situazione non è destinata a migliorare. Di certo la vita sregolata non ha aiutato a contrastare i suoi problemi, dice ancora: "Una volta mi hanno portato all'ospedale di Saint Paul nel Minnesota perché, all'apparenza, stavo morendo: avevo tre ulcere e una di queste stava sanguinando. Era un periodo nel quale bevevo tre bottiglie di brandy al giorno e ingurgitavo un sacco di codeina, insomma stavo per andarmene".
"Ora che mi sono ripreso dall'alcolismo e dalla dipendenza da stupefacenti, considero comunque un grande privilegio il fatto di essere ancora vivo", "Per qualche ragione sono stato respinto dalla bocca dell'inferno e ho un'altra possibilità". 
Come lui un altro grande della musica si è dovuto piegare a problemi fisici simili, è Maurice White, la voce degli Heart Wind and Fire, la celebre band statunitense. Anche a lui il fisico no ha retto a causa del morbo di Parkinson e che purtroppo l’ha portato alla morte a Febbraio di quest’anno.

autore / intelligo
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