Femminicidio, Meluzzi: “Diminuisce, ma la vera cura dare ai maschi dei legami 'sani' con la madre"

14 giugno 2016 ore 16:05, Lucia Bigozzi
“Poca prova, poca pena: 20 anni per questa tipologia di omicidio sono pochi”. “150 donne uccise ogni anno sono una strage ma il fenomeno da quando è monitorato non è più in crescita”. Due punti al centro dell’analisi di Alessandro Meluzzi, criminologo e psichiatra che nella conversazione con Intelligonews parte dalla condanna a 20 anni per Parolisi ritenuto l’assassinio della moglie, per allargare al femminicidio.

La Cassazione ha confermato 20 anni a Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie, Melania Rea. Pena congrua? 

"Poca prova, poca pena. Per questa tipologia di omicidio con elementi di premeditazione, venti anni sono pochi. Si attenuano fino a diventare venti che vuol dire poi in pratica 10 o 12 da scontare davvero in carcere per il tragico retro-pensiero che non vi siano degli elementi di certezza". 

Femminicidio, Meluzzi: “Diminuisce, ma la vera cura dare ai maschi dei legami 'sani' con la madre'
Da criminologo e psichiatra, cosa risponde a Nicola Porro per il quale il “femminicidio non è una strage”?

"Basta intendersi sulle parole. Io posso dire che i femminicidi nella quieta, ordinata, patriarcale Italia post-unitaria erano circa 14 volte più di oggi. Non so se il femminicidio sia una strage o non lo sia, dipende dai numeri; certamente lo è perché più di 150 donne uccise ogni anno sono una strage, però certamente non è un fenomeno in crescita. Anzi, da quando viene monitorato con le caratteristiche dell’omicidio e l’aggravante di genere è andato diminuendo negli ultimi 15 anni. E’ importante l’attenzione sul femminicidio che è la punta d’iceberg di un fenomeno – ahimè – molto più diffuso del femminicidio, quello che io chiamerei la guerra tra i sessi e che ci dice che c’è una sicura patologia nei rapporti tra uomini e donne, che si vede in molti aspetti di cui il femminicidio e lo stalking sono solo l’espressione forse più disperata e disperante. Alla base del femminicidio, ci sono dei femminicidi che sono dei maschi fragili che fanno soffrire le donne fino alla morte. Questi maschi fragili fanno soffrire le donne anche perché una serie di eventi di attengono alla psicologia della relazione tra uomini e donne ha fatto soffrire loro; magari a partire dall’infanzia: questo lo dico senza alcun giustificazionismo o negazionismo ma semplicemente perché è la dinamica delle cose".

Come valuta la task force anti-femminicidio annunciata dal ministro Boschi?

"La vera cura contro il femminicidio sarebbe quella di dare ai maschi dei legami di attaccamento a base sicura con la madre. Ma questo non lo può fare lo Stato e forse non lo può fare neanche la scuola: è un problema che attiene al funzionamento del mondo. Il governo non può che nominare una task force e stanziare una paccata di milioni da distribuire a qualche psicologo. Che altro può fare?". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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