Questo è il momento per chiedere il mutuo, ma occhio alle sofferenze bancarie

14 giugno 2016 ore 17:24, intelligo
Di Mario Grassi


Il credito è uno degli elementi essenziali nelle economie di tipo capitalistico; in un periodo di debole crescita economica l’erogazione di prestiti è essenziale per immettere nel circuito monetario denaro in modo da stimolare la ripartenza.
I tassi d’interesse sono bassi in questo periodo, in un rapporto Abi sono pari al 2,24%(record storico).
 Nell'ultimo mese la quota di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 61,3%i dei nuovi contratti stipulati. In crescita anche il valore complessivo dei mutui accesi dalle famiglie, che sono saliti ad aprile dell'1,4% rispetto allo stesso mese del 2015, "confermando, anche sulla base dei dati sui finanziamenti in essere la ripresa del mercato dei mutui". 
Sempre nel documento Abi è riportato che il totale dei finanziamenti dati a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero, pari a -0,04% nei confronti di maggio 2015, migliorativa rispetto al -0,5% registrata il mese precedente e assai migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012.
Questo è il momento per chiedere il mutuo, ma occhio alle sofferenze bancarie
L'ammontare di credito erogato alla clientela si è attestato a fine mese a 1.817 miliardi di euro, dato in crescita dello 0,26% annuo (è la prima variazione positiva da febbraio); il complesso dei prestiti è nettamente superiore rispetto alla raccolta bancaria, pari a maggio a 1.679 miliardi di euro e ancora in calo (-1,11% anno su anno) proseguendo una tendenza che si osserva ininterrotta da novembre. "Continua la divaricazione tra le scelte di allocazione del risparmio, verso il breve termine rispetto al medio termine" osserva il vice direttore generale dell'Abi Gianfranco Torriero.
Le sofferenze bancarie di cui i falchi del rigore nord-Europa si lamentano molto, al netto delle svalutazioni già effettuate
 dalle banche con proprie risorse, a fine aprile 2016 sono pari a 84 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di marzo. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,67% ad aprile 2016, 4,58% a marzo 2015 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell'inizio della crisi).

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