Nomina ministro esteri Ue: a Est contro la Mogherini

14 luglio 2014 ore 17:10, Giuseppe Tetto
Nomina ministro esteri Ue: a Est contro la Mogherini
La Mogherini non piace a Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia. Sono questi i Paesi che si stanno opponendo,  in queste ultime ore, per la candidatura del nostro ministro degli Esteri alla poltrona di Alto rappresentante agli affari esteri di tutta la Ue. Un fronte compatto dei Paesi dell’Est europa che non hanno gradito gli ammiccamenti fatti dal nostro Paese alla “Grande Madre Russia”. Un’indiscrezione questa che trapela dalle pagine del Financial Times. Due, secondo il quotidiano, gli episodi che hanno fatto montare il dissenso: la visita di Federica Mogherini al Cremlino (dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov), anche a nome della presidenza italiana della Ue e le dichiarazioni esultanti filtrate subito dopo dalle fonti governative di Mosca: «Il gasdotto South Stream si farà». E allora fuoco alle polveri. Il gruppo dei “dissidenti” ha dato segnali d’insofferenza immediati e può anche vantare una certa consistenza diplomatica: il “muro” dell’Est è guidato infatti dalla Polonia, molto vicina agli Usa di Barack Obama e avviata ormai a diventare una potenza economica; essendo poi tutti ex sudditi dell’Urss, sono accomunati dal poco piacevole ricordo della dominazione comunista. Per queste ragioni l’appoggio offerto a Putin sul tema South Stream dal nostro ministro Mogherini, e dal primo ministro Matteo Renzi, nel quadro della presidenza italiana della Ue, ha suscitato preoccupazione e malumore. Tanto meno è piaciuto l’annuncio di quel vertice autunnale, a Milano, dove Putin dovrebbe ovviamente comparire come interlocutore protagonista. Ma la situazione è ancora più complicata di quanto sembri. Secondo quanto fatto trapelare da alcune fonti polacche, la nomina della Mogherini potrebbe destabilizzare le posizioni del Cremlino, visto che il ministro degli Esteri andrebbe a tutelare le posizioni di tutti i Paesi della Ue, quindi anche quelli meno vogliosi di stare vicino a Mosca, come la Polonia.E se ci mettiamo in mezzo anche la voglia di far sentire la propria voce, quella dei Paesi baltici, c'è la possibilità di optare verso una nomina di compromesso, divergendo tutti sulla figura della bulgara Kristalina Georgieva. In attesa di sviluppi, sembra che questo intrigo internazionale sia il primo banco di prova per testare la solidità del gruppo italiano. Staremo a vedere.
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