Grecia da toni forti: dalla "buffonata" di Salvini al "colpo di Stato" di Grillo

14 luglio 2015, Americo Mascarucci
Grecia da toni forti: dalla 'buffonata' di Salvini al 'colpo di Stato' di Grillo
Dalla buffonata al colpo di stato, così viene definito l’accordo greco concluso nel cuore della notte. 

Naturalmente gli euroscettici sono quelli che più di tutti pigiano il piede sull’acceleratore delle polemiche e da Grillo a Salvini è un coro d’indignazione verso quella che è definita la “prepotenza europea” ma anche la resa di Tsipras. Eh già, tutti erano convinti che il “rivoluzionario” greco non avrebbe ceduto, avrebbe tirato dritto per la sua strada, anche a costo di far uscire la Grecia dall’eurozona. Invece alla fine il primo ministro la firma l’ha messa e se per gli europeisti si tratta di uno straordinario risultato che “mette in sicurezza” l’Europa, nell’altro campo quello degli anti-euro è crollato un mito. Ecco cosa scrive Grillo sul proprio blog: “La strategia dell'Eurogruppo, è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19, questo è un colpo di Stato. La democrazia è sospesa, l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità".

 Critico anche il leader della Lega Matteo Salvini: "L'accordo greco? Una buffonata. Mi pare che l'Ue (Germania in testa) si sia 'comprata' la permanenza della Grecia nell'Euro promettendo 80 miliardi (che Renzi non si permetta di far pagare un solo euro agli italiani!) in cambio di 'svendite' e regali alle solite multinazionali. Ma il 'rivoluzionario' Tsipras che fine ha fatto?". Di diverso tenore le parole del premier Matteo Renzi: “E' stata una nottata di grande impegno e anche di qualche tensione. 

E' stato raggiunto un accordo importante che in molti momenti non è apparso scontato. Non ci può essere un derby Tsipras-Merkel, la questione è che la Grecia deve fare le riforme". Infine il portavoce di Forza Italia Giovanni Toti: “"Bene accordo per salvare la Grecia. Ora lavoriamo su nuova identità dell' Europa. Ridiscutiamo i trattati. L’Italia abbia più peso in Europa". Insomma partito che vai, dichiarazione che trovi. In Grecia il premier Tsipras ora si trova a dover affrontare lo zoccolo duro del suo partito, Siryza, dove sono in tanti a rinfacciargli di essersi calato le braghe davanti alla Merkel e di aver tradito il programma di governo votato dagli elettori. Dopo aver fatto bocciare dai greci il pacchetto di riforme proposto dai creditori, Tsipras si è presentato a Bruxelles con una contro proposta, tutta lacrime e sangue, tasse, imposte più salate, ma anche riforme, quelle stesse riforme che la sinistra non digerisce e che è pronta ad ostacolare con ogni mezzo. E’ stato questo il prezzo da pagare per salvare il Paese dal default. Ma adesso chi salverà il premier dall’ala dura ed oltranzista del suo partito? Le elezioni anticipate sono all’orizzonte?
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