Nucleare iraniano: le anticipazioni sull'epocale accordo di Vienna

14 luglio 2015, Adriano Scianca
Nucleare iraniano: le anticipazioni sull'epocale accordo di Vienna
Via le sanzioni in cambio di importanti riduzioni alla portata del programma nucleare: sarebbe questo, in estrema sintesi, il nucleo centrale dell'accordo trovato fra l'Iran e i rappresentanti dei “5+1” (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania). 

Un patto storico, che in qualche modo riporta Teheran nella comunità internazionale dopo anni di isolamento. L'accordo – che verrà presentato in una dichiarazione congiunta che verrà letta a Vienna verso mezzogiorno dall’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif – dovrebbe includere un compromesso tra Washington e Teheran che permetterà agli ispettori dell’Aiea, l’agenzia atomica dell’Onu, di chiedere di visitare anche i siti militari iraniani, ma sembra che l’accesso non debba necessariamente essere garantito. 

In ogni caso, il programma atomico iraniano non potrà essere modificato per produrre armi nucleari. In cambio l’Iran non subirà più le dure sanzioni occidentali, che tuttavia saranno reintrodotte entro 65 giorni se Teheran violerà l’accordo. L'embargo Onu sulle armi resterà in vigore per cinque anni e le sanzioni sui missili dureranno ancora otto anni. Se l'accordo passerà, questo mese dovrebbe essere adottata una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu. Inoltre, le misure previste da entrambe le parti troverebbero applicazione nella prima metà del 2016. 

Tutti contenti quindi. O quasi. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito l'accordo “un errore di proporzioni storiche”, mandando a dire agli iraniani che “il regime otterrà serviranno a finanziare il terrorismo e le armi e non certo scuole e ospedali”.
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