Grecia, Cardini: "Siamo prigionieri dell'usura. Tsipras poteva essere Leonida, ma gli hanno tolto le Termopili"

14 luglio 2015, Adriano Scianca
Grecia, Cardini: 'Siamo prigionieri dell'usura. Tsipras poteva essere Leonida, ma gli hanno tolto le Termopili'
“Tsipras ha fatto un bluff: poteva diventare Leonida, ma gli hanno tolto le Termopili”. Parola di Franco Cardini, che a IntelligoNews dice la sua sulla situazione greca: “Le misure imposte ad Atene? Questa si chiama usura”. 

Professore, cosa sta succedendo in Grecia? 

«Vorrei saperlo pure io. È evidente che Tsipras, dopo il no al referendum, sperava di strappare condizioni migliori. Poi si è accorto di aver fatto un passo falso. Renzi l'aveva detto, seppur a suo modo: Tsipras vuol fare il furbo. Il suo è stato un bluff. È andata male, ma gli sarebbe potuta andar peggio. Avrebbero potuto buttarlo fuori, e a quel punto lui sarebbe diventato un eroe della libertà, il nuovo Leonida alle Termopili. Ma le Termopili non gliele hanno fatte fare». 

Ora come finirà per la Grecia? 

«Guardi, io credo che l'accordo trovato ci costerà un po' di soldi, ma alla fine sia del tutto sostenibile per noi. Bisogna vedere se lo sarà per i greci. Per carità, sappiamo tutti gli errori che hanno commesso in passato, ci sono campati sulle spalle. È logico che ora si debbano mettere in riga e stringere la cinghia. Non vorrei, tuttavia, che la cinghia che abbiamo dato loro sia troppo stretta e finisca per soffocarli»

Nel frattempo siamo al “Nuovo ordine economico”: io ti presto i soldi a strozzo, tu in cambio fai le riforme che dico io, quando lo dico io, e sotto la mia supervisione... 

«In effetti siamo prigionieri di un sistema bancario che tratta i popoli peggio di come il singolo direttore di banca tratta un povero disgraziato qualunque che chieda un prestito. Voglio dire: è saggio, per il sistema bancario, ridurre alla disperazione i suoi clienti? Qui abbiamo un accordo in cui tutte le scadenze sono state decise unilateralmente dai creditori. Questa si chiama usura». 

A proposito della Grecia e dell'Europa si citano spesso i grandi nomi del mondo classico, per sottolineare l'importanza culturale di questa nazione. Da storico ritiene che si tratti di un riferimento sensato o c'è troppa retorica? 

«Più che retorica, direi che sono tutte balle. La Grecia antica ha pochissimo a che fare con l'Europa moderna. Sono stati gli umanisti del '400 e gli illuministi del '700 a creare questo mito. Ma se noi abbiamo Platone dobbiamo dire grazie agli arabi, che l'hanno tramandato. Il contributo greco alla nostra cultura è stato mediato. È stata tutta una partita di giro che attraversa tutto il Mediterraneo. Anche se è una balla, tuttavia, diventa in qualche modo vera perché è entrata a far parte della nostra cultura e alla fine anche io penso che non possiamo fare a meno di Platone e Aristotele. Certo, Tsipras non è né Platone né Aristotele, ma oggi rappresenta un popolo che ha l'ultimo brandello della sua dignità nel pensarsi come erede di quella storia. Vogliamo togliere loro anche questo?».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]