Grecia, l'economista Rinaldi attacca: "Trattata come una Spa. Nel recinto Ue vedo un unico effetto"

14 luglio 2015, Marco Guerra
Grecia, l'economista Rinaldi attacca: 'Trattata come una Spa. Nel recinto Ue vedo un unico effetto'
La soluzione della crisi greca continua a far discutere, e soprattutto ad animare lo scontro fra europeisti a tutto tondo ed euroscettici. Sotto accusa il ruolo “prepotente”dell’Europa che sembra aver piegato l’intransigenza di Tsipras ai propri diktat, “commissariando” di fatto la sovranità greca e cosa ancora peggiore, vanificando la grande prova di forza del referendum della settimana scorsa. Chi ha vinto dunque? Difficile poter considerare vincitrice la Grecia visto che in cambio degli aiuti il Premier ha dovuto ingoiare un rospo ben più indigesto del pacchetto di riforme bocciato dai cittadini con il referendum. Abbiamo chiesto un parere all’economista Antonio Maria Rinaldi che è stato fra i firmatari del Manifesto di Solidarietà Europea per il ritorno concordato alle valute nazionali.

L’imposizione di politiche liberiste per risanare il debito della Grecia può essere considerata un’ingerenza nella politica di uno stato sovrano? 

“Non c’è dubbio che è una palese ingerenza nella politica greca, le riforme dettate dall’Ue sono un abuso contro la sovranità di Atene. L’Europa ha trattato la Grecia alla stregua di un Spa piuttosto che come una nazione sovrana. Sono venuti meno i principi della democrazia. Si, è proprio così, quello che emerge dall’evoluzione della crisi greca e che all’interno del recinto dell’Ue e dell’Euro non c’è democrazia e sovranità. Se lo stesso ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha suggerito di far uscire la Grecia dall’Euro per cinque anni, al fine di rilanciare l’economia ellenica attraverso politiche espansive, questo dimostra che la permanenza di un Paese nella moneta unica non consente di perseguire politiche economiche in autonomia. E poi, se le condizioni della Grecia fossero migliorate dopo un’eventuale uscita dall’Euro, per quale motivo Atene in futuro avrebbe dovuto riconsiderare un ritorno alla valuta europea? Insomma, questo è un altro grottesco passaggio di questa tragica farsa della crisi greca”. 

Possiamo dire allora che le ricette della Troika sono uno strumento per imporre un nuovo ordine mondiale o almeno europeo? 

“Sicuramente le regole dell’Ue sono state usate come un’arma di ricatto. Si tratta di norme e accordi a cui i Paesi sono legati e dai quali non possono svincolarsi, pena l’uscita dall’Unione. Sono una specie di cappio al collo, sebbene i presupposti con i quali abbiamo aderito tutti alla Comunità Europea erano molti diversi”.

Secondo altri analisti non c’è alcuna strategia politica, ma solo l’imposizione dell’Europa dei più forti su quella dei più deboli…

“Io userei il singolare: l’Europa del più forte. È la Germania il Paese che detta l’ordine e la governance del continente. Le scelte sulla Grecia dovevano essere condivise da tutti, però la colpa non è di Berlino ma dell’atteggiamento remissivo e rinunciatario della Francia e dell’Italia che non hanno saputo controbattere allo strapotere tedesco. Questo è dovuto alla inconsistenza politica delle leadership di questi Paesi”. 

La Germania conta sull’appoggio dei paesi satelliti dell’Est e del Nord Europa. Francia e Italia appartengono sempre di più a quel area mediterranea ventre molle dell’Unione…

“E’ vero che la Germania è il Paese più popoloso ed economicamente importante d’Europa, ma Italia e Francia, messe insieme, superano di gran lunga il Pil tedesco anche considerando i Paesi satelliti. Quindi è una questione di volontà politica, l’asse italo-francese potrebbe avere un peso molto maggiore se agisse nella giusta direzione”. 

Ad ogni modo, con questo accordo la Grecia si avvia verso nuovi anni di recessione? 

“La continuazione di politiche deflazionistiche sommate alle ricette della Troika non potranno sicuramente rilanciare i consumi e l’economia ellenica. Quindi credo che tra qualche mese l’unico effetto che vedremo sarà un ulteriore peggioramento delle condizioni del popolo greco”. 

In  questa cornice colpisce il silenzio dei partiti socialisti del Vecchio Continente…

“Hanno dimostrato di essersi appiattiti completamente alla linea seguita dalla Bce e dalle cancellerie europee. Una linea in pieno contrasto con le ideologie della sinistra e con gli interessi delle classi che ha sempre difeso. D'altronde non esistono più destra e sinistra ma movimenti che fanno il bene dei cittadini e quelli che non lo fanno”. 
 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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