Grecia, Casarini: "Merkel ha fatto un waterboarding a Tsipras. Lui combatte una guerra lunga"

14 luglio 2015, Adriano Scianca
Grecia, Casarini: 'Merkel ha fatto un waterboarding a Tsipras. Lui combatte una guerra lunga'
“La Merkel e Schauble hanno praticato un waterboarding alla Grecia”. Luca Casarini usa un'immagine forte, relativa a una pratica di tortura che simula l'annegamento del prigioniero, per spiegare cosa pensa dell'accordo uscito dall'Eurogruppo. Ma, parlando con IntelligoNews, spiega: “Tsipras continua a combattere: la guerra sarà ancora lunga...”. 

Casarini, che succede adesso in Grecia? 

«Il primo punto da tenere a mente è questo: la guerra sarà lunga. Chi si immaginava che un piccolo Paese già in default dal 2010 riuscisse da solo e contro i Golia dell'alta finanza a fare tutto in un colpo era fuori strada. Il secondo punto è che il compromesso che Tsipras è stato costretto a firmare ha la stigmate della vendetta. È stata una delle pagine più nere della democrazia europea. Peraltro la Grecia rappresenta il 2% del Pil continentale. Questo significa che l'importanza della questione è tutta politica, si vuole lottare contro un'idea democratica di Europa»

Secondo lei l'Europa ha voluto punire Atene? 

«La ferocia con cui si è scatenata l'idea autoritaria tedesca di cosa dev'essere l'Eurozona è tutta contenuta nell'accordo firmato». 

Secondo lei, comunque, Tsipras è ancora della partita... 

«Esatto. Siamo ancora dentro la battaglia. Tsipras continua a combattere. La battaglia è tra democrazia e oligarchia, non tra Tsipras e la Merkel. Il compromesso dice molto chiaramente che la Germania voleva la Grexit, che stava lavorando da mesi per una punizione esemplare di uno Stato sovrano. Ebbene, la Grexit a gestione tedesca non è avvenuta. Ora bisogna vedere come Tsipras gestirà questa fase»

Lei comunque sembra avere fiducia nel premier greco, vero? 

«Io sono sicuro che Tsipras non voglia gestire l'austerity, anche se la Grecia è schiacciata dal waterboarding praticato dalla Merkel e da Schauble. Il vero nodo, in ogni caso, riguarda il debito, che peraltro l'austerity contribuisce a far aumentare mentre demolisce il welfare. Tsipras ha il merito di aver posto il nodo del debito, che è impossibile da pagare, quello greco così come il nostro. Io, in ogni caso, credo che i colpi portati a Tsipras saranno boomerang e torneranno indietro a chi li sta mandando». 

Ma ora cosa bisognerebbe fare, secondo lei?

«Di certo se non modifichiamo i trattati nessuna politica sarà possibile. Bisogna cambiare i trattati e pensare a una ristrutturazione seria del debito. L'articolo 75 della Costituzione vieta i referendum sui trattati internazionali. Io credo che occorra cambiare questa parte della Carta per far finalmente esprimere gli italiani».
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