Banche salvate, come ottenere i rimborsi con i moduli online, ma non per tutti

14 luglio 2016 ore 21:35, Luca Lippi
Sbloccata la questione dei risparmiatori rimasti coinvolti nel fallimento delle banche che per usare un eufemismo dono state denominate “banche salvate”.
Ovviamente come nel caso della rivalutazione delle pensioni, dichiarata incostituzionale dalla consulta, anche in questo caso a poter ricorrere per recuperare i propri risparmi rimasti attaccati alle mani dei banchieri non sono tutti i risparmiatori rimasti coinvolti loro malgrado.
L’investitore che può richiedere l’indennizzo (ovviamente forfettario, ma meglio che niente) deve avere un patrimonio inferiore a 100mila euro e un reddito inferiore a 35mila euro. 
L’indennizzo forfettario è pari all’80% del corrispettivo pagato per l'acquisto degli strumenti finanziari. 
Dalla ricezione dell’istanza da parte dell’organismo preposto a regolare l’indennizzo dopo avere verificato tutte la documentazione, decorre il termine di 60 giorni per la liquidazione dell’importo. 
Otterrà un rimborso forfettario “fino all’80%” senza bisogno dell’arbitrato presso l’Anac chi ha un reddito lordo inferiore a 35mila euro ai fini Irpef o un patrimonio di valore inferiore a 100mila euro, anche se ne guadagna più di 35mila. Il comunicato stampa diffuso a tarda sera 80%”: non sarebbe dunque un limite massimo, ma la quota assicurata a tutti quelli che rispettano una delle due condizioni e, in più, hanno comprato entro il 12 giugno 2014, data in cui è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la direttiva europea sul “bail in”. Rimangono fuori sulla base di questo parametro “soltanto 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati“.  Il rimborso a forfait sarà “al netto di oneri e spese e differenza tra rendimentodegli strumenti subordinati e rendimento di un buono poliennale avente durata finanziaria equivalente: nel caso in cui vi sia differenza positiva si va a ridurre il forfait”.

Banche salvate, come ottenere i rimborsi con i moduli online, ma non per tutti

Ad avere diritto ai rimborsi automatici sarà “un po’ più della metà” dei circa 10.000 obbligazionisti coinvolti dal crac delle 4 banche, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, invitando però ad “essere cauti”. “Sono stime che devono essere verificate, dipendono dalle soglie, stiamo facendo dei conteggi”, ha aggiunto. E non ha voluto quantificare la somma complessiva necessaria per l’operazione. L’ammontare “dipenderà anche dagli esiti dei processi arbitrali”. In ogni caso “le risorse per coprire sia i rimborsi automatici sia gli arbitrati non saranno razionate, ci saranno soldi per tutti quelli che hanno diritto. Sono soldi che provengono dal sistema bancario”.
Il Fondo interbancario tutela depositi (Fitd) del comparto bancario, che secondo la legge di stabilità fornisce le risorse al fondo di solidarietà, informa che dal prossimo 22 luglio sarà disponibile sul proprio sito il modulo standard per la presentazione dell’istanza. 
Nella stessa giornata sarà attivata sul portale la procedura telematica di presentazione dell’istanza, che comunque potrà essere inviata (unitamente agli allegati richiesti) anche tramite raccomandata. Gli investitori potranno verificare in ogni momento lo stato della propria pratica, accedendo all’area riservata del sito.
L’investitore deve allegare il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati, i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto, l’attestazione degli ordini eseguiti, una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare ovvero sull’ammontare del reddito. Inoltre vanno allegati la copia di un documento di identità in corso di validità, copia della procura conferita, nel caso in cui l’istanza sia presentata al Fitd tramite studi legali o associazioni di consumatori. L’invio dell’istanza potrà avvenire sul sito web o tramite raccomandata.
Tuona il presidente del Codacons avv. Carlo Rienzi: “I criteri fissati dal Governo sono a vanvera, senza senso e del tutto illogici. Tutti i risparmiatori sono stati danneggiati allo stesso modo, ma senza alcuna valida motivazione gli indennizzi saranno parziali e pari all’80% del valore delle obbligazioni, e verranno disposti solo in favore di soggetti con reddito basso e patrimonio immobiliare sotto i 100mila euro, lasciando ingiustamente fuori tutti gli altri e creando inaccettabili discriminazioni”.
Seguiamo per fornire i dettagli dell’operazione, tuttavia sembra delinearsi un altro pasticcio, soprattutto perché, e non sono in molti a pubblicizzarlo, la Commissione Ue abbia riconosciuto che quegli istituti “vendevano prodotti inadatti a clienti che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando”.

autore / Luca Lippi
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