Non solo chemio, con dieta 'mima digiuno' le tue difese attaccano il cancro

14 luglio 2016 ore 14:08, intelligo
di Luciana Palmacci  

Un regime alimentare ipocalorico che simula il digiuno potrebbe essere la nuova arma contro i tumori. La sta sperimentando il gruppo di Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Soutern California a Los Angeles, presso la Davis School of Gerontology e responsabile del laboratorio di Longevità e Cancro dell’IFOM di Milano. Secondo lo studio la dieta Mima Digiuno (fasting-mimicking diet, FMD), in combinazione con la chemioterapia, aiuterebbe il sistema immunitario a riconoscere e uccidere le cellule maligne. Doppiamente salutare, quest’alimentazione sarebbe capace di proteggere l’organismo anche dagli effetti collaterali della chemio. I ricercatori sono partiti dai risultati già ottenuti su tessuti tumorali, secondo i quali il digiuno a breve termine mette le cellule maligne in condizioni di malnutrizione e agevola l’efficacia delle terapie chemioterapiche. 

Non solo chemio, con dieta 'mima digiuno' le tue difese attaccano il cancro

Poi da studi condotti sui topi con tumore mammario, è emerso che un ciclo di quattro giorni di dieta Mima Digiuno, in associazione al trattamento con chemioterapici doxorubicina e ciclofosfamide, ha dato gli stessi risultati di un breve digiuno totale (due giorni) a sola acqua, con rallentamento della crescita dei tumori e allo stesso tempo protezione delle cellule sane. 
 È stato visto anche che tre cicli di tale dieta abbinati alla terapia con doxorubicina portano a un aumento del 33% dei livelli di globuli bianchi che uccidono le cellule cancerose, e raddoppiano il numero di cellule progenitrici nel midollo osseo, ovvero quelle che danno origine alle cellule T, cellule B e cellule ‘natural killer’. 
Un ruolo centrale infatti è svolto dal sistema immunitario, attraverso l’azione dei linfociti T: “Le cellule T sono essenziali per la tossicità sulle cellule cancerose del digiuno e della chemioterapia”, ha spiegato infatti il ricercatore. L’idea ora è quella di continuare sullo stesso filone di ricerca per capire se queste strategie possano essere utili anche nell’uomo. Longo infatti sta già lavorando con alcuni ospedali per capire in che modo le diete possano aiutare a rispondere alle terapie.
autore / intelligo
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