Cannabis legale, Meluzzi: "Gratteri non la pensa come l'Antimafia. Più lavoro per gli psichiatri"

14 luglio 2016 ore 13:59, Andrea De Angelis
Arriverà in Aula alla Camera il prossimo lunedì 25 luglio e sarà la prima volta che una legge sulla legalizzazione della cannabis entra nel Parlamento italiano. A Montecitorio le commissioni congiunte di Giustizia e Affari sociali hanno adottato il testo unico da portare in votazione ai deputati, il cosiddetto «testo Giachetti», sebbene quella proposta sia stata in realtà materialmente redatta da un intergruppo formato da deputati e senatori creato e coordinato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.
IntelligoNews ne ha parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi...

Cinque grammi in tasca, il triplo a casa: quantità accettabili?
"Quella sulle quantità è una risposta difficile perché stabilire la quantità e la qualità delle sostanze attive è praticamente impossibile. In generale questa è una buona notizia solo per l'occupazione degli psichiatri, dagli infermieri ai tecnici fino agli psicologi clinici. Sappiamo che questa diffusione massiccia di sostanze psicodislettiche, senza controllo e fuori controllo in intere fasce sempre più alte della popolazione, ci garantirà un rifornimento formidabile di giovani psicotici". 

Insomma, se lei sedesse oggi alla Camera voterebbe contro?
"Nella maniera più assoluta voterei no! Oppure forse sì se mi mettessi dal punto di vista del business delle comunità terapeutiche, psichiatriche cliniche e dei miei colleghi. Se dovessi dare un voto corporativo voterei sì. Se fossi una multinazionale dello psicofarmaco voterei sicuramente sì". 

Un parere favorevole è arrivato intanto dalla Direzione Nazionale Antimafia, con la legalizzazione vista come misura contro lo spaccio delle mafie. Lei come la pensa?
"Ho sentito opinioni diametralmente opposte da molti magistrati, Gratteri compreso. Dal punto di vista del contrasto allo spaccio mi sembra una sciocchezza assoluta". 

Cannabis legale, Meluzzi: 'Gratteri non la pensa come l'Antimafia. Più lavoro per gli psichiatri'
Perché?
"Il mercato andrà verso sostanze più pericolose, dove si sposterà chi ritendendo di non poter più trasgredire con una sostanza coltivabile in casa e consumabile liberamente andrà verso il crack o la cocaina, per non parlare delle pillole di evasione. Dal punto di vista del mercato della mafia mi sembra dunque una notizia semmai positiva".

L'autocoltivazione potrà cominciare solo dopo la comunicazione ai Monopoli. Un modo per controllare la situazione al meglio?
"Ma cosa vuole che si controlli da questo punto di vista! Le persone, cessato ogni deterrente, saranno libere di raddoppiare i tempi di risposta ad un semaforo, ad un lampeggiamento. Ad avere una distorsione della percezione. Siamo al paradosso: si fa una guerra frontale alle sigarette e alla nicotina, cerchiamo di disincentivare il consumo già abnorme di alcool da parte dei giovani, ma immettiamo dosi massicce di un allucinogeno come il tetraidrocannabinolo, superato un certo dosaggio, per giovani che sono già abbastanza fuori di testa di loro. Queste sostanze incrementano l'esordio di psicosi giovanili, rallentano i riflessi e provocano una distorsione della percezione. Non capisco questo cosa abbia a vedere con la sicurezza stradale. L'unico aspetto positivo, lo ripeto, è che gli allievi delle scuole di psichiatria non avranno problemi di lavoro per i prossimi anni...".


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]