Cannabis legale, Bernardini (Radicali): “Funzionerà come per il tabacco. La novità dell'auto-coltivazione"

14 luglio 2016 ore 15:26, Lucia Bigozzi
“Bene l’ok dell’Antimafia alla legge sulla legalizzazione della cannabis. E’ una battaglia storica dei Radicali il cui senso è molto semplice: regolamentare significa governare un fenomeno che oggi è governato dalla mafia”. Così Rita Bernardini, battagliera esponente del partito Radicale e presidente d’onore dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, a Intelligonews spiega i passaggi del testo all’esame del Parlamento. 

15 grammi fuori casa, 5 in casa: in estrema sintesi il testo sulla legalizzazione della cannabis che, tra l’altro, ha ottenuto l’approvazione dell’Antimafia. Come commenta? 

"Come avevo fatto per le due relazioni degli ultimi due anni della Direzione nazionale al Parlamento, giudico questa valutazione molto positiva e dimostra che l’Antimafia finalmente ha deciso di colpire nel mondo più forte le organizzazioni criminali che prosperano sul traffico di sostanze come la cannabis. Quindi un giudizio estremamente positivo e mi auguro che visto che l’Antimafia viene ascoltata come l’oracolo quando si tratta di indurire il 41 bis eccetera, sia ascoltata non come un oracolo ma come chi tenta che far riflettere su una situazione divenuta ormai ingovernabile perché pienamente nelle mani della criminalità organizzata".

Cannabis legale, Bernardini (Radicali): “Funzionerà come per il tabacco. La novità dell'auto-coltivazione'
Chi garantisce che le persone che fanno uso di cannabis sono in grado di svolgere un lavoro in perfette condizioni, al pari di chi non la assume. E chi garantisce la perfetta cognizione di sé e la corretta percezione della realtà per categorie di lavoratori particolari quali, ad esempio, autisti di autobus o treni? 

"Pongo la stessa domanda: chi è che lo può garantire oggi? Oggi ci sono milioni di consumatori… Francamente non capisco: oggi perché il fornitore è la criminalità più o meno organizzata non ci sono questi pericoli, se invece diviene legale e quindi anche controllata maggiormente i pericoli improvvisamente ci sono? Ma che ragionamento è?".

E’ prevista una segnalazione ai Monopoli di Stato per chi intende coltivare in casa la cannabis con un termine entro il quale scade il silenzio-assenso. Si parla anche di coltivazione a fini di vendita? 

"Una persona non può venderla o commercializzarla. Io so che ci sono i Cannabis Social Club ai quali si possono associare fino a 50 persone e l’auto-coltivazione può essere avviata dopo che si è data comunicazione all’Agenzia dei Monopoli, ma questo non vuol dire che la possono vendere; la possono utilizzare all’interno di questi gruppi, mentre la vendita è solo dei Monopoli".

Come funziona l’aspetto della vendita legalizzata? Dove si potrà acquistare?

"Sì, esattamente come funziona con il tabacco, poiché si prevedono i Cannabis Social Club, evidentemente il monopolio dello Stato è un po’ attenuato. I Cannabis Social Club sono aggregazioni di persone, fino a cinquanta, con uso esclusivo della sostanza al proprio interno; quindi penso che ci sia anche un motivo i risparmio e anche di sperimentazione tra chi ne fa parte". 

Può diventare un’opportunità di lavoro?

"Nel Cannabis Social Club ci sono le spese di gestione, è previsto un tesseramento". 

Quindi nessun business legalizzato? 

"No, a me così non risulta. Invece per quando riguarda il Monopolio di Stato credo che possa autorizzare alla coltivazione". 

Il dibattito sul tema continua a dividere anche a livello di comunità scientifica. In base a quale motivazione la convincono gli esperti favorevoli alla legalizzazione della cannabis? 

"Questa è una battaglia storica dei Radicali, inziata da Marco Pannella e portata avanti anche attraverso tante iniziative di disobbedienza civile, tuttora in corso, io ad esempio sono alla settima auto-coltivazione. Oggi ci viene riconosciuta, anche sul Corsera. Il sì mi convince sotto tutti gli aspetti: il primo motivo è che si dà un colpo alla criminalità organizzata cui si toglie una fonte di reddito. Legalizzare significa regolamentare e controllare un fenomeno diffuso; significa risparmiare anche sulle forze di polizia che oggi sono impegnate a contrastare il consumo e lo spaccio; sollevare i Tribunali da migliaia di faldoni e di processi. Contemporaneamente, è possibile – è previsto dalla legge – con gli introiti del monopolio è possibile destinarne una parte per l’informazione e anche la dissuasione al consumo; ovvero per un consumo responsabile evitando abusi della sostanza. In sostanza, significa che c’è un controllo come oggi avviene per alcol e tabacco, per cui lo Stato può fare campagne di dissuasione. Regolamentare significa governare un fenomeno che oggi è governato dalla mafia". 
 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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