Cannabis legale, lo psichiatra Crepet: “Nessuno può garantire che un pilota di aereo con 4 canne sarà lucido"

14 luglio 2016 ore 16:38, Lucia Bigozzi
“La legalizzazione non farà male alle mafie. Nessuno può garantire che un pilota di aereo che si fa 4 canne sia perfettamente lucido. In età evolutiva comporterà dei problemi: i ragazzi già oggi sono abbastanza ‘accannati’ e poi l’uso crescerà…”. “E’ evidente che la cannabis produce un effetto nell’organismo e l’effetto dipende anche dalla risposta individuale che va da zero alla psicosi”. Concetti che Paolo Crepet, psichiatra, mette in fila e argomenta nella conversazione con Intelligonews. 

15 grammi fuori casa, 5 in casa: in estrema sintesi il testo sulla legalizzazione della cannabis che, tra l’altro, ha ottenuto l’approvazione dell’Antimafia. Come commenta? 

"Non conosco il testo nel dettaglio ma penso che non farà molto male alla criminalità organizzata, perché le organizzazioni malavitose di 5 grammi di marjuana non gli interessa nulla; il business lo fa con la cocaina, l’eroina, con le droghe di sintesi. Per quanto riguarda l’uso terapeutico non ho alcun dubbio a essere d’accordo, ma l’uso terapeutico è una cosa specifica".

In base alla sua esperienza professionale di psichiatra chi può garantire che le persone che fanno uso di cannabis sono in grado di svolgere un lavoro in perfette condizioni, al pari di chi non la assume. E chi garantisce la perfetta cognizione di sé e la corretta percezione della realtà per categorie di lavoratori particolari quali, ad esempio, autisti di autobus o treni? 

"Non credo che nessuno possa garantirlo. Questo poi non so cosa voglia dire per il futuro… io non prenderei un aereo con un pilota che si è fatto quattro canne. Del resto, avrei paura anche ad andare in autostrada sapendo che ci possono essere dei camion o auto con persone che hanno ‘fumato’. Credo che ci sia un pericolo oggettivo anche perché chi dice che la cannabis non fa niente allora mi deve spiegare perché la compra. E’ evidente che fa e quello che fa dipende anche dalla risposta individuale che va da zero alla psicosi. Chi fa il mio mestiere sa che c’è un certo numero di casi in cui l’uso della cannabis ‘slatentizza’, cioè fa emergere un nucleo psicotico che c’è e che fino a quel momento non si è sviluppato. A me sfugge il pro di questa cosa, non capisco proprio a che pro e chi ci guadagna. Se vogliamo dire che come è stato tante volte detto, che la legalizzazione taglia i piedi alla camorra e alla mafia, questa è una pia illusione; non credo che Matteo Messina Denaro piangerà tutta la notte una volta fatta questa legge. Dal punto di vista educativo, poi, mi sembra una cosa abbastanza inquietante…".

Cannabis legale, lo psichiatra Crepet: “Nessuno può garantire che un pilota di aereo con 4 canne sarà lucido'
Sul piano educativo, che impatto può avere una legge del genere sui giovani e gli adolescenti?

"La marijuana ha effetti comportamentali noti: abbassa la soglia dell’attenzione e della memoria, è un antidolorifico, quindi tutto quello che è necessario per non fare niente". 

Ma che messaggio è per i ragazzi? Rischia di diventare un incentivo?

"Se lo Stato italiano dice che si possono fare le canne, domani non si potrà dire a qualcuno che anziché 4 se ne fa 5 io ti do l’ergastolo… Nel momento in cui questa cosa è ammessa, evidentemente è ammesso anche un certo uso. In età evolutiva questo comporterà dei problemi, ma del resto lo vediamo già oggi perché i ragazzi sono già abbastanza ‘accannati’ adesso…".

Con la legalizzazione saranno più ‘accannati’?

"E’ evidente". 
autore / Lucia Bigozzi
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