Le spine del governo dopo Spineto. Ansia da cento giorni: Imu e legge elettorale le forche caudine del tandem Alfano-Letta

14 maggio 2013 ore 15:42, Lucia Bigozzi
Le spine del governo dopo Spineto. Ansia da cento giorni: Imu e legge elettorale le forche caudine del tandem Alfano-Letta
Ansia da cento giorni. Count down per il governissimo, forche caudine sulla rendicontazione del cosa si è fatto, prova del nove sui precari equilibri della maggioranza. Annunci e risultati nei primi tre mesi a Palazzo Chigi. Imu e legge elettorale, cartina politica di Tornasole per il tandem Alfano-Letta, dopo la lite su Brescia e la pax del Van.
Ogni giorno ha la sua croce. E Letta di giorni davanti ne ha cento, tanti quanti si è dato per il primo round sull’azione di governo rispetto agli annunci dall’Abbazia di Spineto. L’aria che tira ha due facce: esternamente la ‘pacificazione’, il low profile, il pancia a terra e lavorare sono le parole d’ordine coniate dal premier (effetto garantito sul piano mediatico). Dentro le pieghe della ‘maggioranza allargata’, restano tutte le contraddizioni di una coabitazione forzata; le distanze ideologiche e politiche non tanto e non solo sulle cose da fare, quanto sul come farle. Letta e Alfano, ‘la strana coppia’: mediatori per natura, politici sul filo di lana per conto terzi, entrambi stretti tra i ruoli istituzionali e quelli di partito. Il caso Brescia e il processo Ruby sono la prova lampante: Alfano, vicepremier e ministro dell’Interno al comizio del Cav. in battaglia perenne con le toghe politicizzate; Letta premier all’assemblea del Pd; polemiche su polemiche. Lite tra i due a porte chiuse, poi la pax del Van sulla strada del ‘conclave’ governativo. Toni bassi, ministri fuori dalla campagna elettorale, si parla solo di cosa si fa ciascuno nei rispettivi ministeri. Già ma cosa si fa? Perché per ora siamo agli annunci. E ai rinvii: come quello sull’Imu. In Consiglio dei ministri se ne riparla venerdì, c’erano da approfondire aspetti tecnici è stato motivato da Palazzo Chigi una settimana fa ma il nodo più che economico (copertura, annessi e connessi) resta politico. Il Pdl non molla: Berlusconi e Brunetta suonano la rampogna del ‘via tutto sulla prima casa’ con garanzia di restituzione del pregresso già pagato, anche se non dicono nulla sulla tassa che a giugno continua a pendere come un mannaia sulla testa degli imprenditori e sul tetto dei loro capannoni. Il Pd frena: rimodulazione è la parola che dice e non dice. Eppoi c’è il rifinanziamento della cassa integrazione. In tutto, il governo deve tirare fuori oltre dieci miliardi e nel giro di poche settimane. L’ottimismo dei giovani  Letta e quello di Alfano sono noti, ma qualcosa in entrambi sta cambiando. Rispetto al discorso di insediamento, il livello ottimistico del premier segna il passo se proprio lui dal ‘conclave’ governativo esce dicendo che ‘è dura’. Alfano sente il richiamo del Cav. e del popolo azzurro. Sarà solo ansia da cento giorni?
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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