Complotto, Realacci (Pd): “Solo marketing per vendere libri. Come Friedman. Silvio non aveva la maggioranza”

14 maggio 2014 ore 11:31, Lucia Bigozzi
Complotto, Realacci (Pd): “Solo marketing per vendere libri. Come Friedman. Silvio non aveva la maggioranza”
“Nessun complotto, solo operazioni di marketing per vendere libri. Tutto è avvenuto alla luce del sole e Berlusconi è caduto perché non aveva più la maggioranza in parlamento”. Pillola che riassume il pensiero di Ermete Realacci, parlamentare dem renziano, nella conversazione con Intelligonews sul fatto del giorno. Con un passaggio sull’Expo e il piccone di Grillo…
Onorevole Realacci, complotto sì o no? «Mi sembra un po’ la stessa storia del libro di Friedman: si spacciano per complotti quelle che sono banalità alla luce del sole. Nietzsche diceva che ‘nella superfice si nasconde la profondità’. Che all’epoca ci fosse una preoccupazione fortissima in Italia ma anche in Europa sulla credibilità, la tenuta del governo e dell’Italia non mi sembra un complotto. Che adesso chi vuole vendere un libro spacci mirabolanti rivelazioni su complotti in relazione a giudizi espressi alla luce del sole, mi sembra bizzarro». Resta il fatto che da Zapatero, a Tremonti passando per Friedman e finendo a Geithner, l’ex ministro del Tesoro americano che non è proprio un berlusconiano, si conferma l’idea che in Europa c’era chi pensava di cambiare governo all’Italia. «Deve vendere libri anche Geithner. E’ come se si spingesse la gente a guardare dal buco della serratura cose che erano ovvie». Ma questo basta per far cadere un governo legittimato dal voto popolare? «Non c’entra nulla. Il governo Berlusconi è caduto per motivi evidenti a tutti: non aveva più una maggioranza. Se io dovessi scrivere un libro su quel periodo e dovessi inventare un complotto, potrei dire che c’è stato un complotto di Napolitano a favore di Berlusconi perché è noto a tutti che se invece di far votare insieme Camera e Senato sulla fiducia al governo avesse votato solo la Camera, Berlusconi sarebbe caduto prima. Ma non è un complotto, bensì una cosa chiarissima. Il presidente Napolitano, nella sua assoluta indipendenza, valutò che per l’Italia un passaggio come quello delle legge di stabilità dovesse essere compiuto prima del voto di fiducia all’esecutivo. Berlusconi ebbe un po’ di tempo a disposizione che usò per portarsi dalla sua parte Razzi e Scilipoti». Secondo la teoria del complotto, anche il governo Renzi come quelli precedenti sarebbero illegittimi. Lei che ne pensa? «Essendo la nostra una Repubblica parlamentare, è legittimato chi ha la maggioranza in parlamento. Berlusconi non lo era più perché non aveva più una maggioranza». Dossier Expo: Renzi ci punta, Grillo lo smonta. Dove sta la verità? «Quanto accaduto sull’Expo sembra un film dell’orrore. Che continuino a essere operativi quei personaggi e quei metodi è agghiacciante per il paese. Io ho sempre pensato che sull’Expo è più importante il software che l’hardware. E’ meno importante la parte realizzativa, la quantità delle opere anche perché abbiamo poche risorse e oggi pochissimo tempo, mentre è fondamentale la qualità e la competitività. Occorre concentrarsi sulla fase del racconto perché questo è il primo evento internazionale dopo la crisi e deve essere un Expo delle idee». Sta sostenendo che Grillo dice no perché ha paura delle idee? «Dice no perché gioca allo sfascio del paese. Nessuno gli ricorda che nell’ottobre scorso disse che lo Stato sarebbe fallito e che non ci sarebbero stati i soldi per gli stipendi dei dipendenti pubblici. Per lui, il successo è legato al disastro dell’Italia. Spero che cambi rotta perché Grillo incarna anche istanze positive; dopodichè spero che qualcuno gli ricordi quello che ha detto: se prendo un voto in meno del Pd lascio la politica. Mi auguro che lo faccia. Renzi cerca di scommettere sull’Italia ed enfatizza il coraggio e la speranza. E siccome l’Italia è in grande paese e se l’Italia fa l’Italia non ce n’è per nessuno, io sto con il mio paese e con Renzi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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