La causa più curiosa: D'Urso Vs Pupo. La conduttrice condannata a 4000 euro di spese

14 maggio 2014 ore 15:38, Marta Moriconi
La causa più curiosa: D'Urso Vs Pupo. La conduttrice condannata a 4000 euro di spese
Pupo ha sconfitto in tribunale Barbara D'Urso.
Il tribunale di Roma ha deciso: la causa civile tra D'Urso Maria Carmela detta Barbara e Ghinazzi Enzo detto Pupo, è destinata a fare giurisprudenza. Nessun risarcimento danni per diffamazione a Barbarella, che lamentava l'offesa di alcune dichiarazioni rilasciate dallo showman nel corso di un'intervista in diretta telefonica a Sky Sport 24 il 22 agosto 2010. Tutto ruotava intorno alla canzone ''La storia di noi due'' che era stata usata come sottofondo di un divertente spot televisivo di Sky di grande successo. Un brano che, rivelò Pupo, era stato scritto da lui nel 1981 come dedica ''ad una grande donna di Mediaset che fa la conduttrice e con cui ho avuto un flirt: Barbara D'Urso. Io l'ho scritta, parole e musica, per lei, è stato un momento in cui le ho dedicato questa canzone e questa è la prima volta che lo dico, ma è così. Quando l'ho scritta Barbara era come Cassano vero, ora è Cassano finto''. Lei convinta di essere stata danneggiata gravemente in quanto a reputazione e riservatezza era andata su tutte le furie. L'accusa era un po' debole: l'ineleganza del cantautore toscano che si difese poi anche da una battuta spiacevole della presentatrice: ''Sì come no, e in quel periodo stavo anche con Bombolo e Alvaro Vitali". Ma il giudice Silvia Albano ha messo fine alla questione: ''La dichiarazione relativa all'esistenza di una breve relazione tra i due non può avere alcun contenuto diffamatorio o lesivo dell'onore dell'attrice perché la stessa nel medesimo contesto viene definita una grande donna tanto che ha ispirato la sua canzone d'amore. Né può ritenersi che abbia carattere gratuitamente offensivo l'allusione al Cassano vero e al Cassano finto, trattandosi di un inoffensivo scherzoso paragone con il tema della trasmissione sportiva. E il diritto alla riservatezza invocato dalla presentatrice? La D'Urso, osserva il giudice, è personaggio pubblico. Nessun aspetto intimo rivelato, ma solo l'esistenza di un flirt di cui lui aveva un buon ricordo. La D'Urso non è riuscita ad aver ragione neanche sostenendo l'inesistenza del flirt o la circostanza che nel 1981 aveva una relazione stabile con un altro uomo. ''Circostanze -osserva il giudice- che non possono essere prese in considerazione''. La domanda viene perciò dichiarata inammissibile e rigettata e la D'Urso condannata al pagamento di 4.000 euro di spese. E Pupo? Si dice abbia mandato gli auguri di buon compleanno alla D'Urso che gli ha risposto con 3 girasoli.
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