Accordo Vaticano-Stato Palestinese. Per Pontecorvo (Com. Ebraica Roma): "Un passo indietro"

14 maggio 2015, Marta Moriconi
Accordo Vaticano-Stato Palestinese. Per Pontecorvo (Com. Ebraica Roma): 'Un passo indietro'
Il Vaticano ha riconosciuto ufficialmente lo stato palestinese. E' successo oggi. Lo ha nominatoper la prima volta in un trattato bilaterale. 
Non è proprio una novità perché aveva già aderito alla decisione presa nel 2012 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, quindi di fatto lo aveva già riconosciuto. Aveva promosso così promuoveva la Palestina da “entità non statuale” a “stato osservatore non membro”. Oggi però c'è una novità: ossia la firma del primo documento legale in cui il Vaticano parla di “Stato di Palestina”, anziché di “Organizzazione per la Liberazione della Palestina” (OLP). Dunque siamo all'ufficialità. 

E domenica prossima arriva il presidente palestinese Mahmoud Abbas e Papa Francesco ha deciso di accoglierlo così per la messa di canonizzazione di due suore nate in Palestina nell’Ottocento. 

IntelligoNews ha intercettato Gianluca Pontecorvo, co-fondatore del Progetto Dreyfus e memebro della Comunità ebraica. Ecco la sua opinione. 

"Il messaggio che esce dalla sala stampa del vaticano, degli accordi tra l'Olp e la Santa Sede, cioè con l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e questo va specificato, non mi sorprende perché già il Vaticano aveva espresso parere favorevole quando lo Stato di Palestina venne accettato come Stato osservatore all'Onu. E' in questo modo che non ci sono ancora i presupposti perché si torni alle trattative per la pace tra Israele e Palestina; se non si mettono delle precondizioni per il contrasto alla violenza e la negazione del terrorismo sarà difficile che vi si possa arrivare. Un qualsiasi Stato, in primis l'Italia, non accetterebbe mai di fare la pace con chi nei propri statuti (perchè Hamas fa parte per esempio del governo dello stato della Palestina) rivendica la volontà di voler uccidere gli ebrei e ricacciarli in mare. Questo è un passo indietro rispetto alla trattativa per la pace e alla ricerca del dialogo. Il mondo dovrebbe auspicare che Lo Stato del Vaticano, un ente morale come quello presieduto dal Papa, garantisca questi valori e non sostenga uno Stato che rinuncia a queste premesse". 

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