La buona scuola tra costi e rischi

14 maggio 2015, Luca Lippi
A volo radente passiamo sul DDL scuola cercando di chiarire provvedimenti e costi. Assunzione dei precari e cancellazione dei supplenti: per questo il governo ha stanziato un miliardo di euro allo scopo di assumere i 100.701
La buona scuola tra costi e rischi
precari da assumere dal prossimo settembre, azzerare le graduatorie e cominciare il nuovo corso con assunzioni esclusivamente per concorso. 
Gli insegnanti della materna restano fuori, sono troppi (23 mila persone) a questi ultimi sarà dedicato un decreto specifico. Spariranno i supplenti. Aumenti di stipendio: più elegantemente riconoscibile come “scatto di carriera” non sarà più per anzianità, ma soprattutto per merito (senza trascurare del tutto l’anzianità di servizio). In concreto il merito vale il 70% e l’anzianità 30%. 

Per questo il Governo mette sul tavolo 200 milioni per il 2016. A fronte di questa ristrutturazione organica (oltre la tutela e il sostegno didattico degli studenti per i quali è prevista una specifica disciplina formativa cui aggiungere il consolidamento delle eree destinate alla formazione scolastica) nella legge di stabilità sono previsti totali 1 miliardo di euro per il 2015 e 3 miliardi a partire dal 2016. Inoltre dalla Bei sono arrivati 940 milioni di euro per l'edilizia scolastica. Su questo impianto sono cominciate le proteste, la prima riguardante la riduzione del numero dei precari (in origine 150 mila) cui si aggiunge che fra i centomila sono inclusi i vincitori del concorso e i precari inseriti nelle graduatorie a inserimento. 

Rimangono esclusi, al momento, gli idonei del concorso del 2012. Polemiche anche riguardo alla chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi (incompatibile con quanto previsto dalla Costituzione). Il timore di clientelismi è elevato in effetti, comunque nulla che non sia perfettibile. Diverse perplessità sono espresse riguardo alla destinazione del 5x1000 al finanziamento delle scuole, soprattutto da parte delle organizzazioni “no profit” che vedono all’orizzonte un concorrente piuttosto ingombrante. 

Oltre a questo, il rischio di discriminazione fra singole scuole è elevatissimo, anche in questo caso dovrebbe essere dedicato un correttivo. Altro punto piuttosto contestato è quello che prevede sgravi per le famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie. Se messo a confronto con la necessità di ristrutturazione edile di molte scuole statali la protesta non è biasimabile. 

Inoltre contro il DDL monta la protesta per l’ingresso delle aziende nel piano formativo delle scuole nei disegni del Governo era visto come un modo per semplificare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, il rischio che questo si trasformi in una sorta di forma di sfruttamento, non è da sottovalutare. Seguiamo lo sviluppo delle discussioni e della protesta per aggiornare.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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