Algerini in fuga. Margelletti: “Falle di sicurezza come in Francia. Sono criminali, non terroristi”

14 maggio 2015, Marco Guerra
Forzare e aprire il portellone di un aereo, fuggire dal velivolo in movimento sulla pista e far perdere le proprie tracce dopo essersi dileguati nell’aerostazione. Non è la scena di un film d’azione ma la dinamica della fuga compiuta stamane, all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma, da tre algerini per i quali era scattato il provvedimento di respingimento. Un episodio che pone diversi interrogati sul livello della sicurezza negli scali italiani e, più in generale, nel nostro Paese. 

Una riflessione che IntelligoNews ha affrontato insieme ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, ed esperto di sicurezza e strategia politico-militare. 

Algerini in fuga. Margelletti: “Falle di sicurezza come in Francia. Sono criminali, non terroristi”
Alla luce di quanto successo oggi a Fiumicino possiamo dire che gli aeroporti italiani sono sicuri? 

“Secondo me i nostri aeroporti sono sicuri alla pari degli altri grandi scali europei. Queste cose succedono in tutti i Paesi che attraggono grandi flussi di migranti. Non stiamo parlando di basi militari, di luoghi chiusi, ma di strutture che, ogni settimana, vedono il passaggio di milioni di persone. Insomma con questi numeri si registrano falle nella sicurezza anche nel nord Europa, basta vedere quello che succede a Calais, dove migliaia di clandestini riescono ad imbarcarsi per la Gran Bretagna nascondendosi nei Tir che attraversano il canale”. 

Ma tutte queste persone che spariscono mentre transitano dai nostri aeroporti non rappresentano un serio problema di sicurezza? Siamo tra l’altro in un momento di pieno allarme per terrorismo di matrice islamica…

“Io direi che è una questione più legata alla criminalità che al terrorismo. Abbiamo il dovere di non gridare sempre al pericolo terrorista davanti ad ogni emergenza legata all’immigrazione. Queste persone che si rendono irreperibili appena arrivano in un Paese sicuramente possono andare ad ingrossare sia la micro-criminalità che la manodopera della criminalità organizzata nostrana. Detto questo, è chiaro che è lecito fare una riflessione più generale sulla sicurezza negli aeroporti, anche se reputo che sia eccessivo parlare di situazione fuori controllo”.

Di infiltrazioni terroristiche si è parlato a più riprese anche riguardo agli arrivi dei barconi pieni migranti sulle nostre coste. Allarme rilanciato dalle autorità libiche nei giorni scorsi e di nuovo smentito dal governo italiano. Sebbene definire “autorità” quelle presenti nel Paese africano ha poco senso…

“Ecco si è risposto da solo. In Libia non esiste un governo che possa definirsi tale e la partita libica si gioca anche speculando sul terrorismo. Questi allarmi vengono lanciati dalle varie realtà politiche libiche per chiedere qualcosa in cambio all’Italia e agli altri Paesi rivieraschi dell’Europa”.

Quindi possiamo escludere che i jihadisti raggiungano il nostro Paese in questo modo? 

“Almeno finché non verrà dimostrato che anche solo uno di loro si sia imbarcato insieme ai migranti. Questo non vuol dire che in futuro qualcuno non ci possa provare. Ma a rigor di logica non ha senso far rischiare di morire in fondo al mare una persona addestrata e disposta a combattere, quando si può farla entrare con un semplice visto turistico. Io continuo a pensare infatti che l’immigrazione clandestina e il terrorismo sono due fenomeni da trattare separatamente”. 

Che ne pensa della nuova agenda della Commissione Ue sul'immigrazione approvata ieri, secondo la quale ci sarà una redistribuzione dei profughi? 

“Staremo a vedere, l’Europa ha fallito tanti appuntamenti con l’Italia e sono stati annunciati diversi cambi di rotta ogni volta che si è verifica una nuova tragedia in mare. Spero che gli amici degli altri Paesi europei stavolta non si fermino ai proclami”. 

C’è da dire che negli altri Paesi europei riescono a gestire in maniera migliore il fenomeno migratorio…

“Non sono d’accordo. Sulle coste dei Paesi del nord Europa non si verifica ogni giorno l’arrivo di circa 1500 clandestini. Questo è un fattore che non va mai dimenticato”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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