La banca centrale incalza Cameron: "Subito il referendum Ue". E la finanza gongola

14 maggio 2015, Luca Lippi
“Non intendo prestarmi a speculazioni sugli scenari descritti nella vostra lettera; lasciatemi sottolineare che l’irreversibilità dell’euro ha fatto parte dell’architettura dell’Unione europea fin dal Trattato di Maastricht e il ritiro di uno Stato membro dall’euro non è previsto dai trattati”. Con questa frase Mario Draghi risponde a una nota dei parlamentari europei (svegliatisi dal torpore del “va tutto bene”).

La banca centrale incalza Cameron: 'Subito il referendum Ue'. E la finanza gongola
Il cielo di Bruxelles si tinge di grigio
, se ne faccia una ragione Mario Draghi, è in arrivo una tempesta ben peggiore di quella ellenica. Le trattative con Tsipras si sapevano non essere una “passeggiata romantica”, ma che il Regno Unito si sarebbe rivoltato contro l’Europa era del tutto inaspettato. Eppure in economia vige la legge del non dare mai nulla per scontato, Draghi dovrebbe saperlo!
Segnali negativi a tale proposito si susseguono da diversi anni, però erano segnali provenienti dall’UKIP di Farange, personaggio ai margini del governo inglese. Ora è direttamente Cameron a tuonare contro l’UE, ed è anche più forte di qualche settimana fa, oltretutto c’è anche il colpo di scena...

“Governatore banca centrale GB – referendum su UE il prima possibile” (fonte AdnKronos) sottotitolo “l’incertezza danneggia l’economia” parola di Carney. Parliamo di un tecnico, e quindi è sottinteso che anche tecnicamente l’esperienza UE è un fallimento?

Cameron annuncia un referendum entro il 2017 che ha lo scopo di mettere in discussione il rapporto tra Regno Unito e UE. Ora con le parole di Carney, a essere messa in discussione è anche la permanenza dei britannici nell’UE!

Donald Tusk cerca di correre ai ripari dichiarando: “Conto che il governo britannico perori la causa della permanenza del Regno Unito nell’Ue. Una Unione migliore è nell’interesse non solo della Gran Bretagna, ma di tutti gli Stati membri”. Meno diplomatico Jean Claude Juncker che interviene nella discussione direttamente rivolgendosi a Cameron: “Sono pronto a lavorare con Lei (Cameron) per raggiungere un equo accordo per il Regno Unito e l’Ue e attendo con ansia le Sue idee e proposte a riguardo”.

Aspettiamo gli sviluppi, certamente a festeggiare è la finanza, quella speculativa nello specifico, che gode giocando sul “tanto peggio tanto meglio”, pronte a guadagnare sulle disgrazie europee come hanno fatto nel corso delle ultime due crisi greche e del debito europeo del 2011 e 2012. Anche questo dovrebbe sapere bene Mario Draghi.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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