Scuola, gli studenti video-rispondono a Renzi

14 maggio 2015, intelligo
Scuola, gli studenti video-rispondono a Renzi
Non c’è niente di ufficiale e niente che sia arrivato sul tavolo del Garante sugli scioperi. Ma Roberto Alesse, al vertice dell’Authority ha già detto come la pensa: il blocco degli scrutini sarebbe illegittimo. 

In una nota il Garante accoglie positivamente “incoraggianti segnali” dal governo e dai sindacati più cauti sull’idea di bloccare lo svolgimento degli scrutini. Quindi aggiunge: “Noi faremo la nostra parte, assicurando il rispetto rigoroso della legge sul diritto di sciopero a tutela degli utenti”  ma auspica che “il ricorso allo strumento della precettazione resti solo un’opzione teorica, perchè, in caso di blocco degli scrutini, sarebbe la via obbligata e doverosa per evitare la paralisi dei cicli conclusivi dei percorsi scolastici (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali). La concertazione resta, anche in questo caso, la via maestra per evitare strappi, che lacererebbero il tessuto sociale del Paese”.

Se il Garante sugli scioperi scrive una nota, gli studenti che protestano contro la riforma della scuola, rispondo al video di Renzi alla lavagna con un contro-video. 

Ciao Matteo, siamo contenti che tu sia contento che finalmente la scuola sia al centro del dibattito del Paese. Di certo però non è merito tuo e del tuo governo”. E’ l’attacco della replica alla video-lezione del premier che gli studenti “bocciano” sottolineando che “si arroga il merito di aver aperto il dibattito nel Paese sulla scuola. In realtà è proprio lui e il suo Governo ad aver tentato di silenziarlo, manganellando gli studenti, sgomberando le scuole in occupazione o tacciando gli studenti e i professori di squadrismo. Siamo stati noi a porre la scuola al centro dell’attenzione, perché proprio quest'ultima è al centro di un attacco!”. 

Lo afferma Danilo Lampis, coordinatore Nazionale dell'Unione degli Studenti che punta l’indice contro un “modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta ed indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime. Non c'è un euro sul diritto allo studio - sottolinea Lampis - e non si pensa a finanziare realmente la scuola pubblica per raggiungere la media di investimenti europea”.
Intanto a Montecitorio, dopo il via libera della Commissione approda in Aula. 

LuBi
autore / intelligo
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