Max Pezzali si reinventa: innesti di rap per inventarsi qualcosa di diverso

14 maggio 2016 ore 13:43, intelligo

di Marina Simeone

Max Pezzali, il cantautore che ha emozionato e descritto la quotidianità dei giovani degli anni ’90, in cui una generazione si è identificata e riflessa torna a fare musica spingendo il piede sull'acceleratore e rinnovando linguaggio e metrica musicale. Dopo l’esperienza come giudice nel programma The Voice of Italy Pezzali, confrontandosi con i nuovi talenti italiani, è pronto a riproporsi con un nuovo progetto discografico “Astronave Max New Mission 2016”, da oggi in tutti i negozi e definito dallo stesso artista: “L’evoluzione 2.0 di Astronave Max”, l’album di inediti pubblicato nel 2015. Il nuovo disco consta di 14 successi in versione live e due brani inediti: “Due Anime” e  “Non lo so”.

Max Pezzali si reinventa: innesti di rap per inventarsi qualcosa di diverso
La produzione dell’album è stata affidata a Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni con Davide Ferrario e  “Due anime” è stato scritto in collaborazione con Niccolò Contessa. Il cantautore pavese, in una intervista rilasciata a rockol ha ammesso che: “L’album è destinato ad essere come un software che viene continuamente aggiornato. Bisogna prepararsi a un cambiamento radicale: anche gli album saranno oggetti in movimento. Mi trovo nella condizione anagrafica e di storia personale per dire: o vado avanti cercando di fare qualcosa di nuovo e che mi diverta o è meglio smettere. Quando scrivi interviene una sorta di memoria muscolare e ti viene naturale fare una certa progressione di accordi. Ma finisci per annoiare prima di tutto te stesso. E quindi o hai un ego gigantesco o cerchi stimoli nuovi”. Annoiato dai suoi accordi e da un quotidiano che non sa parlare ai giovani per ovvi motivi anagrafici, Max Pezzali ci riprova a “far casino” come lui stesso ammette, senza per questo pensare di “andare in pensione”, ma semplicemente per il piacere di scrivere canzoni che sappiano parlare ad una generazione.

Il singolo “Due anime” è scritto con Niccolò Contessa dei Cani, al quale si è affidato per sviluppare la canzone in modo differente: “Anni fa mi venne segnalato che una band quasi electro-punk di Roma, I Cani, facevano una cover di “Con un deca”. Pensavo fosse una parodia. L’ho ascoltata e mi sono reso conto che era una versione figa. Ci siamo conosciuti ed è nata una corrispondenza naturale tra nerd di varie epoche. Lui ha lo stesso approccio feticistico-tecnologico-meccanico alla musica che avevo io alla sua età, però con una padronanza musicale e delle parole che io non avevo…. Ho mandato a Niccolo il file e incredibilmente nel giro di pochi giorni lui me lo ha rimandato e mi ha fatto capire cosa io non avevo capito, con pochi interventi lo ha fatto diventare un altro pezzo... ci ha messo il suo punto di vista e lo ha trasformato!"

Il rapporto collaborativo fra autori e produttori per Max è fondamentale in questi anni: “Ragionare per compartimenti stagni è un grande errore. Nel 2016, pensare che una cosa sia mainstream e un’altra no è una follia. Il livello qualitativo raggiunto dall’indie è incredibile. E lo è anche la capacità di creare empatia, solo che il pubblico non lo sa perché non conosce quella musica.”Anche il secondo inedito "Non lo so" è stato scritto con un gigantesco autore, Zibba: “Esattamente come con Niccolò, avevo un pezzo che mi convinceva solo fino a un certo punto. L’ho mandato a lui per avere un punto di vista diverso. L’ha registrato chitarra e voce e me l’ha mandato con WhatsApp. Il testo racconta il fatto che l’essere umano non accetta mai la fine, anche di una relazione.” Una collaborazione felice e secondo Max Pezzali da riprovare perché amplia le prospettive e si configura come uscita dall’odioso “Già sentito”, fantasma che cantanti di lunga carriera devono essere pronti ad affrontare.  Il video “Due anime” è stato girato al Wynwood District di Miami, un museo d'arte a cielo aperto, il più grande “street artist museum” del mondo.

E se il rap ha ormai colonizzato il racconto del quotidiano c’è sempre l’amore cui potersi affidare, un tema mai banale, mai scontato, strumento anzi per affermare una personalità musicale che Max non ha mai pensato di rinnegare, convinto che solo nell'affermazione delle differenze ci sia realmente una scelta identitaria. 


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