Fazio: "Beppe e Casaleggio, ecco chi sono e cosa pensano veramente"

14 marzo 2013 ore 12:15, Alessandra Mori
Fazio: 'Beppe e Casaleggio, ecco chi sono e cosa pensano veramente'
"Presa della Bastiglia in Parlamento, no a governi dei partiti, forse con una figura di alto profilo". E ancora: "Grillo calmissimo, mai una parolaccia e Casaleggio pensa soltanto alla rete e a Gengis Khan". Il Grillo segreto ce lo racconta Lorenzo Fazio, editore de “Il Grillo parla sempre al tramonto”, fortunato libro che illumina sul Grillo- Casaleggio pensiero. Fortunato lui, Lorenzo, cortese professionista piemontese, alle prese con la ristampa che, manco a dirlo, è andata a ruba. Partiamo dall’inizio, quando vi siete conosciuti? «È cominciato tutto molto prima del suo impegno politico che lo ha fatto diventare il personaggio che è. Anch’io sono genovese. Quando Grillo faceva gli spettacoli e riempiva i teatri lo andavo a vedere, poi lo salutavo, ci si fermava, si parlava. Pure Travaglio è un autore di “Chiarelettere” e in seguito abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio, di frequentarci per lavoro. Poi c’è stato il primo libro “Siamo in guerra”, firmato dalla coppia Grillo Casaleggio». E l’ultimo che sta sbancando… «Realizzato con Dario Fo e Casaleggio, un modo per capire come la pensano i due e per entrare nella loro testa, senza passare per i giornali». Appunto, e allora tocca a lei svelarcelo. Ma lui che tipo è? «Una persona calmissima, molto a modo. Non alza mai la voce, mai una parolaccia. Tutto il contrario di quello che appare in pubblico quando si fa trascinare da se stesso». E Casaleggio? «Esattamente così come appare. La voce è sempre uguale, non ride mai. Misterioso, schivo, misurato, risponde a ragion veduta, parla per acquisizioni da trasmettere all’interlocutore. Ha l’atteggiamento di un guru che insegna agli altri con quella sicurezza di chi vuole affermare una cosa e ne è certo». Ma è possibile che non si entusiasmi proprio mai? «Si appassiona, e molto, solo se parla di storia, di Gengis Khan. Allora sì che si anima. O quando parla di come la rete riuscirà a cambiare il mondo e a migliorare la nostra organizzazione sociale. In quei momenti il suo viso cambia espressione. Poi approfondisce sull’organizzazione economica, sociale, politica del  futuro. Il suo pallino» . Quando lo ha sentito? «Due giorni fa. Abbiamo parlato del libro. Mi ha detto che c’e un accordo preventivo con elettori e rappresentanti del movimento consistente nel non fare accordi e che bisogna essere fedeli a questo». E del successo elettorale? «Gli ho telefonato il giorno dopo le elezioni e gli ho detto: complimenti, è una vittoria strepitosa. E lui mi risponde: mah! Ma per me è uguale a prima, è tutto uguale. Casaleggio è così. Ma ha una fortissima preparazione professionale, perciò ci siamo rivolti a Gian Roberto». Da quanto tempo lavora con lui? «Dal 2010. La Casaleggio associati, per Chiarelettere, cura il sito e il blog “Cado in piedi”, una specie di giornale di approfondimento dell’attualità, fatto con autori della casa editrice. Anni fa ha fatto un video profetico in cui immagina scenari di guerra nei prossimi decenni, non so che tipo di interpretazione si può dare al filmato. Vuole promuovere una sua visione del mondo così diversa da quella di un comune mortale e far pensare che non esiste solo questo universo, che gli scenari possono essere molti e siamo soggetti ad un cambiamento radicale». Ma lei pensa che siano davvero a rischio Grillo e Casaleggio? «Mi spiego meglio. Nei giorni post voto mi sembrava che non tutti avessero colto la portata di quel che fanno». E cioè? « Credono in una rivoluzione: sostituire il sistema dei partiti e ripensare il parlamento. Una presa della Bastiglia. Loro, senza armi, senza nulla, scavano la montagna a mani nude e mi chiedo con quali reazioni. Perciò sono in pericolo. I partiti o fingono o non hanno capito». Cosa accadrà per il governo? «Credo che non cederanno, non possono farlo. Accettare un accordo con il Pd ora per ritrovarsi insieme a D’Alema sarebbe un abbraccio mortale. E non si capisce perché un leader di partito cerchi improvvisamente di allinearsi con Grillo» . E allora nessun accordo è possibile… «È una mia interpretazione, ma se ci fosse una trasformazione del gruppo dirigente Pd o qualcuno al di sopra di ogni sospetto, allora sì». Non crede che questo movimento da solo corra il rischio di implodere? «Probabile. Ma il punto non è l’accordo, quanto cambiare il sistema dei partiti» . Un consiglio sul piano politico e personale che darebbe a Beppe e a Gian Roberto. «Riuscire a volte ad essere un po’ autoironici, va bene la passione, va bene la tensione da trasmettere a tutti gli altri, ma ogni tanto si può anche essere autoironici e di conseguenza autocritici». Perché loro non sono molto autocritici? «Questo non lo so, però anche l’atteggiamento è importante, non puoi sempre essere teso, aggressivo, devi anche lasciar spazio ogni tanto ad un intervallo pacificatore, ad un abbraccio». Vale più per Grillo o più per Casaleggio? «Per entrambi, ma soprattutto per Grillo. Lui dà molti schiaffi, ma ogni tanto una carezza ci vuole». Uno stimolo a cedere in politica? «Ogni tanto devi dar dei segnali che sei capace di un sorriso e di capire quali sono i tuoi limiti».
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