Le parole della settimana: eros e gender

14 marzo 2015, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: eros e gender
Eros è parola che sta nel centro dell’Universo, dunque può ben stare al centro di questa settimana, come di ogni settimana. A ricordarcelo fu papa Benedetto, con la sua prima memorabile enciclica, “Deus Caritas Est”, nella primavera dell’anno 2006, solo nove anni fa, un tempo che oggi ci sembra lontanissimo.

Eros è nell’antica lingua greca, madre di tutto il nostro sapere filosofico, ciò che in latino è caritas e nella nostra lingua amore.
Ora, ci sono in giro per il mondo parole più insultate, dissacrate, bestemmiate di eros, caritas, amore? Lo ricordò lo stesso Benedetto, presentando la sua enciclica a un incontro internazionale. “La parola amore oggi è così sciupata, così consumata e abusata che quasi si teme di lasciarla affiorare sulle proprie labbra. Eppure è una parola primordiale, espressione della realtà primordiale; noi non possiamo semplicemente abbandonarla, ma dobbiamo riprenderla, purificarla e riportarla al suo splendore originario, perché possa illuminare la nostra vita e portarla sulla retta via.” 

Benedetto contempla l’eternità dell’eros di Dio in parallelo col quotidiano dei nostri piccoli atti di carità: “L’eros di Dio non è soltanto una forza cosmica primordiale. È amore che ha creato l’uomo e si china verso di lui come si è chinato il Buon Samaritano verso l’uomo ferito e derubato, giacente ai margini della strada che scendeva da Gerusalemme a Gerico.”

E cosa siamo noi oggi, se non gente ferita e derubata, abbandonata sul ciglio di una qualsiasi strada del mondo? Anzi, di più, stretti in un assedio che si fa sempre più ferreo, e dal quale ci pare impossibile scappare? E non solo perché l’Isis è alle porte, inalberando sulle sue nere picche teste mozzate, corpi bruciati, bambini e bambine trasformati in boia. Ma anche perché quando distogliamo lo sguardo da quel fronte tenebroso e ci volgiamo verso casa nostra per tenere sott’occhio cosa c’è ancora da difendere e da salvare, ecco che c’imbattiamo nelle ultime trovate dell’ormai dilagante ideologia gender: e qui l’assedio si prospetta non meno agguerrito, anzi più insidioso, rivestito com’è di buone intenzioni. 

Qui si parte, con “progetti educativi”, addirittura dai bambini e dalle bambine dell’asilo per radere al suolo da subito, in giochi apparentemente innocenti, qualsiasi soffio di quell’eros al quale il Creatore, attraverso le semplici leggi di una natura che si tenta di far passare per condizionamento e pregiudizio, da migliaia di millenni ci fa partecipi. Sì, siamo “feriti e derubati”.

Ma abbiamo avuto un grande Papa, mai abbastanza rimpianto. Ci ha lasciato in eredità grandi Parole. Possiamo sperare di non perderci? 

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]