Gender a scuola e “buona scuola”: battaglia all’ultimo “voto”

14 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Gender a scuola e “buona scuola”: battaglia all’ultimo “voto”
I temi della settimana politica incrociano la scuola. Caso Gender a Trieste e riforma di Renzi finiscono al centro di polemiche e degli equilibri (o equilibrismi) nella maggioranza e tra le file dell’opposizione.

GENDER A TRIESTE. Il caso del progetto educativo incentrato sul gioco del Rispetto, promosso dal Comune (centrosinistra) e proposto in 45 scuole dell’infanzia, scatena reazioni a catena. Tra pro e contro. Se per il triestino Francesco Russo, parlamentare dem, il progetto in questione è facoltativo, per il triestino Massimiliano Fedriga, parlamentare leghista, la cosa non sta né in cielo né in terra.

Botta e risposta anche tra la Manif Pour Tous con il portavoce Filippo Savarese e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria. La Prof e deputata dem Michela Marzano parla di “mentalità arretrate” ma c’è chi come Adolfo Morganti, presidente dell’Associazione Identità Europea afferma che così “si propaganda una rappresentazione poliforma della sessualità”. 

Per la scrittrice Enrica Perucchietti “è il totalitarismo dei buoni sentimenti” e lo psichiatra e psicoterapeuta Alessandro Meluzzi calibra l’affondo quando definisce il progetto educativo “un’idea di ebeti”. 

Un caso che fa discutere e sul quale il direttore di Intelligonews Fabio Torriero propone una riflessione a tutto tondo dal titolo eloquente: “Il sesso non è ideologia. L’indistinto arriva a scuola”. La settimana si chiude con la notizia opposta a quella con cui si era aperta: a Trieste c’è il dietrofront.  

C'è poi il tema delle unioni civili a rinfocolare il dibattito. Il senatore di Ncd Carlo Giovanardi boccia il Rapporto Panzeri e le unioni civili di Renzi, mentre per il parlamentare dem Alessandro Zan le "unioni civili sono diritti umani". Il direttore del quotidiano La Croce Mario Adinolfi evidenzia il coraggio dell'eurodeputata dem Patrizia Toia che sul punto specifico del Rapporto Panzeri e avverte il premier. 


LA BUONA SCUOLA. La ridisegna Matteo Renzi con il disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri. In pillole: assunzione dal prossimo settembre di oltre centomila precari (tecnicamente si chiama ‘stabilizzazione’); Card del Prof con 500 euro all’anno per formazione cultural-professionale, detrazioni fiscali per le scuole paritarie ma solo in quelle delle infanzia, super-preside che si sceglie gli insegnanti migliori, e per finire (ma c’è ancora dell’altro) 5 per mille all’istituto scolastico del “cuore”.

Patrizia Prestipino, esponente della Commissione nazionale del Pd sulla “buona scuola” il testo del provvedimento ha contribuito a scriverlo e a Intelligonews dà una lettura da insegnante e da politico. Ma a raffreddare l’entusiasmo della Prestipino ci pensa Nicola Morra, docente pure lui, e senatore a 5Stelle che non ha dubbi: “La rivoluzione meritocratica non c’è” e a Renzi dice: “Il preside non è un manager”. Quanto basta per far ritenere che la battaglia parlamentare sarà serrata. A suon di “voti”…

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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