Niente scontrino fiscale, la GdF sequestra merce e chiude otto negozi

14 marzo 2016 ore 10:19, Luca Lippi
L’attenzione della Guardia di Finanza si sposta sulle attività dei cittadini extracomunitari dove l’attività commerciale si consuma regolarmente ma senza l’emissione dello scontrino fiscale. Succede a Corigliano Calabro dove sono stati apposti i sigilli (chiusura e sequestro merci) a otto esercizi di commercio al dettaglio, le contestazioni addebiti si riferiscono alla vendita di beni e servizi senza emissione di scontrino fiscale o con emissione di scontrino di importi inferiori, nel secondo caso è prevista anche la sospensione dell’autorizzazione amministrativa per l’esercizio e la chiusura temporanea dell’attività.

Niente scontrino fiscale, la GdF sequestra merce e chiude otto negozi
Ora, il fatto che ci sia stato questo provvedimento per la chiusura di esercizi extracomunitari sta a testimoniare che nella sostanza l’esercizio svolto da cittadini extracomunitari (Cinesi, Bangladini e Nordafricani) non sono né abusivi né frutto di facilitazioni concessorie da parte delle amministrazioni locale come spesso erroneamente si deduce o si pensa. 
Se ottengono così in fretta le licenze molto probabilmente è perché le acquistano dagli italiani che le detenevano fino a quel momento. Ci sono poi alcune attività, che in seguito alla liberalizzazione delle licenze stabilita dalla legge Bersani del 2006, non hanno alcun bisogno di autorizzazione o di una licenza: sono quelle per i negozi la cui superficie è inferiore ai 250mq che vengono definiti “esercizi di vicinato” (proprio i tipi di negozi che spesso sono nella gestione di questa categoria di persone). Da alcuni anni è sufficiente inviare allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune la SCIA, nella quale si dichiara l’inizio dell’attività.
Il problema vero è che spesso queste persone aprono attività con l’esenzione per la nuova imprenditoria, causa la loro provenienza spesso sono difficilmente perseguibili, vengono loro comminate sanzioni che spesso rimangono solo pezzi di carta poiché mai onorate, cambiano spesso intestazione, oltretutto sono nullatenenti e quindi non sono sottoposti neanche a provvedimenti restrittivi o coercitivi che comunque si concludono con la decorrenza dei termini. 
La merce è legale, inutile stare a questionare sull’argomento, il fatto che possano esporre merce di seconda scelta e quindi a prezzi più convenienti non significa che sia merce illegale (non ha senso un mercato illegale di certe merci, a meno che non si tratti di merce illegale e vistosamente contraffatta). 
In sostanza gli organi di polizia e gli addetti ai controlli sanno perfettamente cosa e come perseguire, il problema però nella lotta all’evasione è impari, queste persone potrebbero anche fare gli scontrini ma poi nei fatti mai pagare le tasse e versare l’Iva, quando si rileva l’evasione la licenza è già passata di mano e il gioco è fatto. Nel caso specifico a a Corigliano Calabro sono stati colti in fragranza e quindi è stato possibile sanzionare il reato, ma da qui a pensare che qualcuno onori le sanzioni siamo ancora molto lontani, e tutto a danno del commercio più onesto svolto da italiani che per diversi motivi sono perseguibili senza alcuna difficoltà. Il problema esiste eccome, ma non è quello populista di chi sospetta rilascio di licenze per vie preferenziali o di commercio di merce qualitativamente ai limiti della legalità.

autore / Luca Lippi
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