Omicidi, sesso, droga, rapporti occasionali e superficiali: la congiura del silenzio?

14 marzo 2016 ore 10:17, intelligo
di Padre Giacobbe Elia (esorcista incaricato per la Diocesi di Roma dal 1987, discepolo del Servo di Dio Candido Amantini)

Emerge impetuosa come un fiume carsico la realtà raccapricciante, fatta di violenza, droga e omicidi efferati. Marzo si è aperto con una notizia clamorosa: la polizia di Berlino, che sorvegliava l’appartamento di uno spacciatore, arresta Volker Beck, il più noto attivista tedesco per i diritti LGBT con addosso, pare, 0,6 g di Crystal Meth (“metanfetamina in cristalli”), una droga potentissima dagli effetti devastanti e dalla forte dipendenza. Beck, che nel parlamento tedesco rappresenta il partito “Alleanza ‘90/I Verdi”, è un acceso assertore della normalità della bontà dello stile di vita gay e convinto che ai bambini vada trasmesso fin da piccoli che “l'essere gay è normale”. Il suo arresto per possesso di Crystal Meth ha costretto i principali quotidiani tedeschi a riconsiderare il tema del “chemsex”, lanciato dal “British Medical Journal come un problema di “priorità di salute pubblica” e ripreso lo scorso 6 novembre 2015 dall’“Osservatorio Gender”.

Omicidi, sesso, droga, rapporti occasionali e superficiali: la congiura del silenzio?
“Chemsex” è il neologismo inglese nato dalla fusione di ‘chemical’ e ‘sex’ per indicare il micidiale mix di droghe e sesso usato per esaltare (quando non per estremizzare) le prestazioni sessuali, sostenere orge che si prevedono lunghe e sopportare i dolori fisici procurati da rapporti contro natura e spesso violenti. Le droghe assunte sono il mefedrone, il ghb (gamma-idrossibutirrato: la droga dello stupro) e la crystal Meth, i cristalli di anfetamina trovati a Volker Beck.
Mentre i nostri giornali ci informano con eleganza delle vicende di questo politico omosessualista e dei danni del chemisex, l’Italia viene brutalmente scossa dallo squallore di alcuni crimini.
Un diciassettenne della Valconca viene indagato per violenza sessuale aggravata e violenza privata, dopo essere stato accusato da sua zia e madre della vittima di aver violentato il cuginetto quattordicenne, prima allettandolo con la promessa di regalargli la moto del mitico Valentino Rossi e poi terrorizzandolo con la minaccia di fare del male a suo padre, nel caso avesse rivelato gli abusi.
Negli stessi giorni si approfondiscono i contorni dell’omicidio di Gloria Rosboch, strangolata dal suo ex studente Gabriele Defilippi e dal suo amante Roberto Obert, per aver chiesto a Gabriele, di cui si era innamorata di restituirle i risparmi di una vita, dopo essersi accorta di essere stata usata e truffata. Ma Defilippi, una “personalità diabolica, dedita al travestitismo” (aveva diversi profili con nomi diversi, anche femminili), non ci sta e si consuma il dramma.

Il 4 marzo Roma è gelata dal brutale e insensato omicidio del 23enne Luca Varani, che è stato quasi sgozzato per recidergli le corde vocali e impedirgli di urlare e chiedere aiuto per le torture che i suoi due aguzzini gli infliggevano durante un’orgia, condita da fiumi di alcool e da 1500 euro di cocaina (pari a più di 10 grammi) e crystal meth, prima di lasciarlo morire dissanguato con una lama conficcata nel petto (poi rimossa dal medico legale) e andarsi a fare una dormita di 6 ore. Marco Prato e Manuel Foffo, decidono di dare una scossa alla loro vita uccidendo qualcuno “per vedere l’effetto che fa” titolano i giornali. Escono, incontrano Luca e lo invitano nell’appartamento di Foffo in via Igino Giordani al Collatino, dove lo lasceranno morire dissanguato dopo averlo colpito per due ore con 30 coltellate e martellate riferisce la stampa. Luca – ha scritto Giorgio Nigra – “non era gay, aveva una ragazza fissa da anni e aveva anche messo un post su facebook in cui criticava le unioni civili. Ora avanza l’atroce ipotesi che, nel delirio causato dalle droghe, il ragazzo sia stato ucciso per aver rifiutato un’orgia gay".
L’ultimo messaggio che Luca avrebbe postato e taggato (#noaimatrimonigayinItalia e Wlafamiglia") è un'immagine biblica con la scritta: "Dio creò Adamo ed Eva, non Adamo e Claudio".
Ciononostante un impressionante silenzio calava sul fatto che il suo omicidio è maturato e si è consumato in questo scenario, se Mario Adinolfi, leader con G. Amato del Popolo della Famiglia, non lo avesse gridato, provocando l’immotivata contrarietà di certa stampa, sempre pronta ad una morbosa invadenza in questioni molto più futili. 

È inquietante prendere atto che nemmeno l’efferatezza di questi nuovi delitti scalfisca la lettura ideologica di chi ha deciso – Dio permettendolo! – di mutare il volto dell’Occidente. Non solo, infatti, si è taciuto maliziosamente l’ambiente in cui è maturato quest’omicidio e i termini “gay”, “omosessuale”, “lgbt”, ma non ci si è nemmeno preoccupati di interrogarsi sul legame droga, pornografia e sesso, né sul fatto che la fidanzata della vittima abbia confessato: “Non so quale sia la verità, ma a volte lo odiavo [Luca] per le sue bugie”. In che società viviamo se i rapporti familiari, così esclusivi, si fondano su una conoscenza superficiale, quasi occasionale? Che razza di società viviamo, se ci si costituisce premeditando l’infermità mentale, o almeno la seminfermità, si annunciano lettere struggenti di perdono ai parenti delle vittime e si gioca allo scaricabarile.  È su questi temi che ci piacerebbe tornare, mentre lasciamo la parola a Rita Dalla Chiesa, che ha trovato il coraggio di gridare che il Re è nudo: “Hanno ucciso un ragazzo per vedere l’effetto che fa. Erano usciti in macchina, strafatti di alcol e droga, per ammazzare qualcuno, ma sulla loro strada non avevano incontrato nessuno. E allora si sono accaniti con una ferocia senza limiti su un amico di uno dei due. È aberrante quello che è successo a Roma. Se chiedessi la pena di morte per questi maledetti mostri, la cosiddetta “intellighenzia” mi darebbe addosso. Bene, fatelo, fatelo tutti, perché io questa volta la vorrei. Fortissimamente la vorrei. Cos’hanno fatto, di diverso, questi vigliacchi? E se sulla loro strada avessero incrociato uno dei vostri cari, marito, sorella, figlio, nipote, o voi che stavate portando a spasso il cane?”. 

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]