Torino, delitto con 14 coltellate a un romeno. Abuso di alcol dietro la lite col killer?

14 marzo 2016 ore 10:48, Lucia Bigozzi
Una lite furibonda, poi quattordici coltellate. Un cadavere a terra, un delitto, una vita spezzata e un omicida già fermato. In sintesi l’ennesimo dramma della violenza che ha insanguinato Torino. La vittima è Claudiu Gheorghe Astanei, trentanni romeno ucciso ieri sera. Poche ore dopo il delitto gli investigatori hanno fermato un 66enne italiano, Michele Rignanese. L’uomo ha confessato di aver usato un coltello contro il giovane sferrando sul su corpo 14 fendenti. Perché? La motivazione che l’uomo ha fornito agli inquirenti lascia stupefatti, ma purtroppo è il triste e tragico canovaccio di questi tempi. E ormai, le cronache giornalistiche si stanno trasformando in un assurdo bollettino di guerra. La motivazione dunque: un lite per futili motivi, forse - sospettano gli inquirenti – collegati in qualche modo all’abuso di alcol. Il 66enne ha consegnato agli investigatori quella che viene considerata l’arma del delitto, ovvero un coltello da cucina con una lama lunga ben sedici centimetri. 

Torino, delitto con 14 coltellate a un romeno. Abuso di alcol dietro la lite col killer?
Il delitto si è consumato in un quartiere periferico di Torino, in piazza Bottesini, a Barriera di Milano. Il trentenne rumeno è morto sul colpo e il suo corpo è rimasto sull’asfalto in un lago di sangue. Alcuni testimoni avrebbero visto l’accoltellatore allontanarsi subito dopo, ma non è passato molto tempo da quando forse realizzando la gravità del gesto compiuto, ha deciso di costituirsi e per questo ha raggiunto una stazione dei carabinieri dove ha raccontato l’accaduto. Le manette ai polsi dell’uomo sono scattate durante la notte, subito dopo l’interrogatorio da pare del pubblico ministero Marco Gianoglio che si occupa del caso e coordina le indagini. Per il trentenne rumeno, come detto, non c’è stato nulla da fare nonostante l’intervento dell’ambulanza del 118 sia stato immediato: le ferite riportare in varie parti del corpo hanno compromesso alcuni organi vitali fino a provocarne la morte. Un’altra tragedia della disperazione e forse, della solitudine. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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