Dem anti-Renzi, Casarini (Sel): “Un ologramma, i grilli parlanti non servono. Quale errore”

14 marzo 2016 ore 12:47, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Luca Casarini, esponente di Sel, boccia l’atteggiamento della minoranza all’interno del Pd e auspica “un nuovo inizio” contro il progetto Partito della Nazione di Renzi.

Continuano le polemiche tra la sinistra dem e Renzi. Siamo arrivati all’attesa svolta?


«Dopo l’intervista di D’Alema a Il Corriere della Sera penso che rischiamo di confonderci, a sinistra, nella valutazione del renzismo. D’Alema dice che il gruppo dirigente è arrogante, mi fa specie, in quanto lui non ha mai brillato per tolleranza e umiltà. C’è un grande problema politico: il renzismo configura un Pd che diventa un partito di centro dove non c’è una sinistra, vedo quindi questa discussione della sinistra dem uno specchietto per le allodole. Il Pd di oggi è come la CDU della Merkel, come molti grandi partiti del 900. La loro ricetta è che i drammi del liberismo si curano con il liberismo. Centro oggi significa sposare l’idea della finanziarizzazione, significa pensare che da questo capitalismo non si esce ma si può solo cercare di gestirlo. Io non ho alcuna speranza nella sinistra interna al Pd, non hanno prospettive, sono un ologramma e fanno il gioco del Partito della Nazione di Renzi, capace di contenere sinistra, destra e centro. Credo che una sinistra possa nascere solo fuori dal Pd perché ha un’altra idea di mondo e un’altra visione delle cose. Le richieste della sinistra Pd non servono a nulla, rischiano di essere ridicole, come l’affermazione di D’Alema sull’arroganza di Renzi. Non stiamo parlando di Che Guevara che parla a Mussolini».

Si sono fatti tantissimi nomi di leader della minoranza Pd. Ora è il turno di Speranza, cosa pensa di lui?

«Non voglio citare un brutto proverbio, ma non si può vivere sperando, bisogna cercare di costruire un progetto politico coerente con le proprie idee e capace di affrontare i nodi drammatici di questo periodo. Non ci possiamo permettere di continuare a discutere di nomi e organigrammi, c’è un’Europa che va a rotoli, uomini e donne che muoiono ai nostri confini, la povertà che aumenta, questa è la realtà dei fatti che Renzi disegna in maniera totalmente diversa ma la maniera giusta per contrastarlo è proporre un’alternativa di contenuti, non dirgli continuamente che sbaglia. I grilli parlanti non servono a niente».

Dem anti-Renzi, Casarini (Sel): “Un ologramma, i grilli parlanti non servono. Quale errore”
Quindi dovrebbero fare come ha fatto Fassina, uscendo dal Pd?


«Per esempio, mettersi tutti a disposizione per un nuovo inizio. Poi sarebbe bene che i nuovi inizi li portassero avanti persone nuove. Sono convinto che bisogna combattere contro il liberismo e la finanziarizzazione dell’economia, non accettarli».


Si è parlato molto delle primarie Pd e con presunti brogli a Napoli e misteriose schede bianche a Roma. Orfini ha detto che sono state “impeccabili al 99,9%”, lei che idea si è fatto?

«Renzi risponde a queste accuse dicendo “O le primarie o i capobastone di vecchia maniera”. Per me adesso le primarie sono tutte e due queste cose, perché non c’è uno scontro tra idee. Quando Renzi perse le primarie uno scontro c’era, c’era la sua idea di rottamazione, di un cambio di un gruppo dirigente, poi realizzata con metodi magari discutibili. Le primarie devono essere scontri tra idee non tra persone oppure non servono a niente, sono solo pre-congressi».



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