La manovra di Draghi risveglia la creatività di gestori e investitori istituzionali

14 marzo 2016 ore 13:40, Luca Lippi
Mario draghi, lo abbiamo commentato nei giorni scorsi, ha rafforzato il quantitative easing e provveduto a un taglio di dieci punti base dei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,05%, allo 0,30% e al -0,20%. Per un bel po’ di tempo si fermerà così la Bce, detto questo ora da vedere quali saranno le ripercussioni sull’economia, quelle sui mercati sono stati già ampiamente “consumate” addirittura in precedenza, salvo qualche correzione in corso d’opera per alcuni provvedimenti che hanno colto alcuni investitori di sorpresa (non quelli istituzionali però che godono di canali preferenziali).

La manovra di Draghi risveglia la creatività di gestori e investitori istituzionali
Adesso, come si comporteranno i gestori di risorse finanziarie? Non è complicato da rilevare, considerato ormai che strumenti finanziari sono ridotti all’osso e i rendimenti quasi inesistenti, il posizionamento, che nei fatti è già compiuto, è soprattutto mirato a posizioni conservative.
Pesano le stime di crescita del Pil nell’Eurozona, ma il quadro macroeconomico mondiale è più o meno il medesimo ovunque, il Ltro aumenta la solidità di alcuni asset favorendo il posizionamento dei gestori su titoli bancari che già manifestano una solidità di merito creditizio, ci sarà un’uscita dai titoli di stato in questo modo liberando risorse acquistabili dalla Bce, soprattutto l’attenzione si è già spostata sulle obbligazioni di quelle società che beneficeranno dell’acquisto di titoli da parte della Bce ricevendo in questo modo finanziamenti diretti.
Sicuramente ci sarà una migrazione di risorse da posizioni su bund tedeschi governativi che ormai offrono un profilo di rischio rendimento poco attraente, in favore di obbligazioni governative di altri Paesi europei e di obbligazioni societarie di elevato merito creditizio. Pur non escludendo che i Bund possano continuare a registrare buone performance, ma non nel breve termine. Oltretutto c’è l’incognita delle tensioni politiche all’interno della compagine governativa tedesca che non sono mai un buona motivazione per fare affari da parte degli investitori esteri (europei compresi).

Riguardo gli effetti di quanto messo in campo dalla Bce sull’economia in generale, per quanto riguarda il contesto europeo non ci saranno visibili variazioni dalla situazione attuale nel breve/medio termine. Bisognerà vedere come le società del settore finanziario gestiranno i vantaggi in favore dei risparmiatori/creditori, oppure se approfitteranno del vantaggio per aumentare i loro utili.
In Italia siamo ridotti malissimo, o forse non in buone mani (punti di vista), nei fatti sussidiamo uno studio di Unimpresa dal quale si evince che i tassi di interesse praticati dalle banche per i prestiti emessi a famiglie e aziende possono arrivare fino al 25%. 
Lo rileva l’associazione che rappresenta le micro, piccole e medie imprese italiane, quindi non si può dubitare sulla bontà del dato. 
Al momento e per molto tempo l’abbassamento del costo del denaro deciso dalla Bce non manifesta alcuna variazione e forse non ci sarà neanche in futuro (l’occasione è ghiotta per le banche). Interessi alle stelle anche per gli scoperti di conto corrente, dove si supera il 24%, e per gli sconti commerciali delle fatture (fino al 16%), mentre per i mutui si può arrivare fino a quasi il 9% e per il credito al consumo si sfiora il 20%. Per trarre le conclusioni basta guardare la Bce a quanto finanzia le banche e il gioco è fatto. Non è escluso che nel brevissimo i gestori abbiano posizionato operazioni speculative sui bancari che godranno di questo indiscutibile vantaggio, se poi dovessimo considerare nelle due settimane precedenti a quanto avranno “caricato” i titoli bancari, diciamo che l’affare è stato piuttosto buono e magari ammortizza rendimenti ridicoli sull’obbligazionario che gravati dei costi di gestione creerebbe qualche imbarazzo nel giustificare performance risibili ai propri sottoscrittori.

autore / Luca Lippi
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