Afd, Adinolfi: "In Germania un successo contro i falsi miti di progresso. Auguri Meloni, noi diversi"

14 marzo 2016 ore 14:01, Marta Moriconi
"Si sono presentati alle elezioni del 2013 e non hanno superato lo sbarramento, nessun eletto. (...) Alle elezioni regionali in Sassonia tenute ieri si sono ritrovati al 23%, tre anni di lavoro e sono l'alternativa più credibile al blocco di potere che regge la Germania da quindici anni. Loro sono Alternative fur Deutschland" scrive oggi Mario Adinolfi raccontando il successo di quella che in queste ore viene definito il fenomeno della destra populista in Germania. Una lettura che il candidato sindaco di Roma non condivide e ce lo spiega. Il leader del Popolo della Famiglia poi da IntelligoNews fa anche gli auguri a Giorgia Meloni, qualora decidesse di entrare in campo per le Amministrative Capitoline ma avverte: "La nostra proposta è diversa". 

Adinolfi, che succede? I tedeschi smentiscono loro stessi? Ricordiamo che il ddl Cirinnà ha sempre detto di volersi ispirare al modello dell'evoluta Germania in tema di diritti civili.

Afd, Adinolfi: 'In Germania un successo contro i falsi miti di progresso. Auguri Meloni, noi diversi'
"Oggi, facendo quello sforzo che in Italia non si fa, di leggere i documenti di Alternative fur Deutschland, si coglie che il cuore del loro programma è il sostegno alla famiglia naturale e alla natalità. E' un partito pro-family e pro-life, ha molti passaggi costruiti intorno a un'idea che non può essere ridotta a una dimensione di destra xenofoba. La questione è posta così per confondere, e alla fine deriva dal fatto che sull'immigrazione ha proposto il modello canadese. Beh, allora ricordo a tutti che il primo ministro canadese sarà il primo premier della storia a partecipare al gay pride. C'è tanta confusione dunque. Questa realtà è vicina a quella che ha vinto in Polonia. Questi partiti legati alla famiglia hanno come caratteristica quella di mettere al centro la propria natalità, che è da sostenere. Afd nel 2013 non prende nessun eletto, non supera neanche lo sbarramento, sembra un'esperienza destinata ad essere totalmente marginale. Poi la leadership passa a una 40enne che incarna un cambio generazionale al potere oltre che culturale, ed è lei che sta avendo tutto questi successi".

No ai matrimoni gay, no all'aborto, non all'emancipazione femminile come trasmessa fino ad oggi. E' un po' il partito contro i falsi miti di progresso? 

"Esattamente quello che volevo dire. Io trovo che il Popolo della Famiglia abbia avuto l'intuizione di stare dentro un solco, quello dei falsi miti di progresso, che vede delle testimonianze internazionali importanti. Se in Italia ci fosse un minimo di passione per la politica estera, e non applicassimo schemi ideologici italiani ai partiti esteri, capiremmo che nel mondo sta succedendo qualcosa di straordinario. Il cosiddetto Popolo della Famiglia in Polonia ha vinto le elezioni. E' un'innovazione dovuta all'offensiva di un mondo molto prepotente che io definisco invece "dei miti di progresso". Esce una risposta politica dunque contro il falso progresso: è questo che sta avvenendo in Europa".

Ma una volta eletti, mantenere la promessa per questi partiti non sarà difficile, calcolando che subiamo l'Europa e suoi diktat? 

"Io penso che le cose in politica si modifichino attraverso il consenso, la costruzione di consensi è un processo lungo che richiede radicamento organizzativo, anche perché tu ti stai battendo contro colossi organizzativi. Ma una volta che ci si è radicati, la proposta è talmente forte che ha una probabilità altissima di vincere e in molti Paesi d'Europa. Siccome la proposta progressista in quel termine è una proposta che già mostra la corda, direi che ci siamo. I popoli europei d'altronde hanno una dimestichezza con la democrazia, non accettano la prepotenza". 

L'ultima novità potrebbe essere la scesa in campo di Giorgia Meloni come candidato sindaco di Roma. Che ne pensa? 

"Per me Giorgia Meloni potrebbe essere un nome capace di dare uno sprint in più per la campagna elettorale. Se dovesse scendere le farei i migliori auguri. La nostra proposta è diversa ovviamente, è una proposta identitaria incardinata in una dimensione valoriale molto evidente e propone un punto di vista preciso. Correremo concorrenti gli uni contro gli altri, vedremo a chi i romani daranno più attenzione. Sapendo che il nostro progetto è nazionale, stiamo correndo in 380 Comuni del Paese, valuteremo tutta la capacità di mobilitazione nel Paese. E forse anche a Roma saremo sorprendenti, a maggior ragione sorprendenti se ci sarà una proposta autorevole come quella di Giorgia Meloni. Almeno questa novità spazzerebbe via questa idea di una campagna elettorale per il Campidoglio fatta dai sette anni. La classe dirigente di centrodestra finora è stata abbastanza imbarazzante. Mi sembra comunque che le logiche di coalizione saranno un vincolo per Giorgia. Vorrei che non annacquasse la sua proposta, ma i legacci la costringeranno probabilmente a farlo. Noi in campo saremo liberi dai vincoli che invece condizioneranno gli altri". 

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