Che fine ha fatto il Gesù di Nazareth di Zeffirelli, Robert Powell?

14 marzo 2016 ore 14:38, intelligo

di Anna Paratore

In realtà era stato scelto per interpretare il ruolo di Giuda nella grande produzione de Il Gesù del maestro Franco Zeffirelli, ma nei giorni precedenti il primo ciak, mentre venivano fatte le prove per le luci, lui si presentò con l’abito di scena e i lunghi capelli sciolti sulle spalle. Fu allora che una sarta presente cadde di colpo in ginocchio mormorando: “Signore!” e cambiando per sempre sia la storia del film che il destino di Robert Powell.Classe 1944, Robert Powell è nato a Salford, nel Lancashire, figlio di Kathleen Davis e di John Wilson Powell.  Un “figlio della guerra” dunque, venuto al mondo 5 giorni prima del D-Day in un’Inghilterra sconvolta dalle bombe e dalla fame. Eppure, si ritiene un fortunato, se non altro perché suo padre, ingegnere meccanico, aveva un lavoro che gli permise di non arruolarsi e di poter restare con moglie e figli nella villetta bifamigliare alla periferia di Saldford.  Poi,

Che fine ha fatto il Gesù di Nazareth di Zeffirelli, Robert Powell?
ricorda sempre Powell, la guerra finalmente finì e con essa anche il cibo razionato, facendo di lui un ragazzo sportivo e felice se si poteva anche solo permettere un sandwich alla banana e un pomeriggio al bowling. Tutto sommato, una bella infanzia, fatta di gite domenicali, nonni amorevoli, e genitori sempre presenti.  Quindi le scuole superiori e il College of Advanced Technology, dove suo padre lo voleva. Ma Robert aveva altri interessi: cominciò a recitare che non si era ancora diplomato.  E mentre continuava gli studi, si esibiva anche con la compagnia teatrale  di Trevor Nunn. 

Alla fine il mondo dello spettacolo prende ad assorbirlo sempre di più, con varie parti che gli vengono offerte soprattutto dalla BBC.   La televisione, a un certo punto, diventa la sua occupazione principale, e il pubblico comincia a riconoscerlo. Viene chiamato a interpretare Gustav Mahler nel film biografico di Ken Russell e il capitano Walker nel film Tommy (1975), sempre diretto da Russell. Il successo è buono, ma il vero salto di qualità arriva nel 1977, quando si ritrova sul set del colosso di Zeffirelli e per uno strano gioco del destino viene scelto per interpretare il ruolo principale. Robert comprende la grande occasione che gli si presenta e ce la mette  tutta per offrire un’interpretazione   degna di nota. Si dice che addirittura si sia addestrato a non battere mai le ciglia quando girava le sue scene come Gesù per ottenere un maggiore effetto, a parte un’ unica scena in cui può essere osservato a battere le ciglia, dal momento che è il piano americano più lungo di  tutto il film.                                                                                                                              

Ecco cosa lo stesso Powell dice di sé in un’intervista concessa a James Barclay per il numero di maggio 1977 della rivista Movie Stars. "Prima di iniziare questo film, non avevo particolare interesse per la religione e assolutamente nessun parere su Cristo. Ora io credo in Cristo e nella sua divinità, anche se non vado necessariamente in chiesa. Prima di girare la mia parte, la mia conoscenza di Cristo era limitata agli insegnamenti della scuola domenicale e alle storie religiose, il tutto a un livello piuttosto immaturo. sapevo che questo non sarebbe mai stato abbastanza per me come attore per lavorare sullo sviluppo di un personaggio. Così ho letto la Bibbia da cima a fondo, cosa che non avevo mai fatto prima, smontandola e analizzandola. Ho anche consultato opere di riferimento e commentari sulla Bibbia perché volevo avere anche idee di altro. Un attore deve essere obiettivo quando interpreta una parte. Tuttavia , dopo aver interpretato Cristo per tutti questi mesi, sarebbe difficile non credere veramente in lui... Molte scene mi hanno particolarmente commosso, come per esempio le riprese del discorso della montagna. Franco lo ha girato proprio mentre la luce del sole colpiva i boschi di cipressi e ulivi, e filtrava attraverso i campi. Ma in generale era abbastanza buio e le centinaia di comparse che scendevano in gruppi, illuminati dai fuochi che avevano fatto per tenersi al caldo, erano uno spettacolo mozzafiato. A metà della scena ero così colpito dalla sua bellezza che ho cominciato a piangere. Franco [Zeffirelli ndr.] decise di tenere anche quello nel film, così com'era. .. La mia interpretazione di Cristo non ha relazione con quella di qualsiasi altro attore che ha interpretato il suo ruolo. Non avevo mai visto nessuno di questi altri film, come La più grande storia mai raccontata e Il re dei re, e penso che sia meglio, in realtà, non averli visti.

Vedo Cristo come una combinazione di uomo e Dio. È un uomo che è andato contro i venti politici del tempo. Non è un uomo arrabbiato, anche se è capace di estrema indignazione. Né è un uomo accomodante. Non fa mai nulla poco a poco, e si aspetta lo stesso dagli altri. I suoi seguaci devono dare via non solo poche cose, ma tutto, prima di procedere con lui … Teoricamente, la crocifissione non doveva essere una scena difficile per me. Ma ero un po' nervoso, però, forse a causa del fatto che mi ero letteralmente denutrito con una dieta di formaggio per 12 giorni prima che la scena fosse girata, per apparire emaciato.”

Insomma, non solo una grande prova d’attore, ma un periodo capace di cambiare una vita, e fu quello che accadde. Dopo di allora, infatti, Robert Powell ha continuato la sua carriera di attore con buon successo, rivolgendosi soprattutto al teatro. Sposato, ha due figli, Barney (nato nel 1977) e Kate (1979). Attualmente, l’attore è impegnato nel ruolo di Hercule Poirot alla Grand Opera House, a York dal 31 marzo al 5 aprile e quindi  in tour fino a marzo 2016. Perciò, se vi dovreste trovare da quelle parti, sapete cosa fare …

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