Addio a Riccardo Garrone, l'attore polivalente tra San Pietro e l'avvocato Covelli

14 marzo 2016 ore 22:40, Micaela Del Monte
È morto in ospedale a Milano l’attore Riccardo Garrone, avrebbe compiuto 90 anni a novembre. Una carriera lunga quasi 60 anni, oltre 200 film che hanno fatto la storia del cinema italiano e quel ritorno di popolarità a distanza di anni in tv. Indimenticabile il suo volto, dai tanti film in bianco e nero diretto dai più grandi registi, fino al ruolo di San Pietro in uno spot tv, che lo aveva reso celebre anche fra i bambini. Spontaneo e mai divo, con ironi2a commentava il fatto che la gente lo fermasse per strada: "Mi chiedono come si sta lassù, oppure di intercedere con il Padre Eterno.

Formatosi all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico inizia davvero a lavorare nel cinema negli anni ‘50 come comparsa poi guadagnando sempre più terreno. È una gavetta con una media di 5 film l’anno, quasi sempre commedie di buon successo, con l’eccezione della partecipazione a Il ferroviere di Pietro Germi. Gli anni ‘50 lo vedono in mille sfumature dello stesso ruolo, o il bravo ragazzo il truffatore con la faccia da bravo ragazzo.

Sarà negli anni ‘60 che il ventaglio delle sue possibilità si aprirà a dismisura, già a partire dal 1960 con la sua partecipazione a La dolce vita. In un cinema che racconta l’Italia e gli italiani senza mai indugiare nel buonismo ma rappresentando un paese di truffatori e gente che tira a campare, Garrone con il suo portamento elegante e la sua faccia per bene è l’ipocrita perfetto. Oscilla tra i poveracci con ambizione all’amico del protagonista, fino al fratello maggiore. Ogni volta è memorabile perché ha la caratteristica dei grandi attori: incidere con pochissime battute.

È accanto a Claudia Cardinale in La ragazza con la valigia nel 1961 ma gradualmente abbandona il personaggio della spalla truffaldina, per vestire quelli che gli rimarranno attaccati per sempre. Sconfinando nei 40 anni Garrone diventa il borghese, il nobile, il funzionario, il capo, il boss, il generale, diventa la figura di potere all’italiana, falsa e cortese. Con un aspetto che suggerisce riverenza è il patriarca per antonomasia, il grande vecchio che blocca tutto, che raccomanda e perpetua il sistema. Seguendo sulla propria pelle l’andamento del cinema italiano Garrone, come tutti i grandi caratteristi, si adatta a quello che c’è da fare e con la medesima grazia accompagna lo spaghetti western di Se vuoi vivere spara o Una lunga fila di croci, ma è anche accanto a Dustin Hoffman nel suo periodo italiano in Un dollaro per 7 vigliacchi. Sempre affabile proprietario, gestore o politico.

In tutti questi film, anche i più americaneggianti, Garrone è l’Italia. Sia che reciti accanto ad Alberto Sordi, sia che stia con Dustin Hoffman o con Johnny Dorelli o ancora con Ugo Tognazzi in Il fischio al naso, Garrone mette in scena sempre quell’atteggiamento che il cinema italiano sapeva ritrarre così bene che consisteva nelle mille sfumature del perbenismo nostrano.

La sua popolarità è tornata a crescere con gli spot pubblicitari Lavazza nel ruolo di san Pietro, interpretato con Tullio Solenghi, Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Nel 1998 interpreta il ruolo di Nicola Solari nella serie televisiva Un medico in famiglia. Tornerà ad indossare i panni di Nicola Solari nel 2004, nella quarta stagione di «Un medico in famiglia», ma prenderà parte solo a due episodi. In teatro, dal 1987 al 1991 collabora con la compagnia di Antonella Steni. Nel 1990 lavora al Teatro Sistina interpretando la commedia musicale Aggiungi un posto a tavola nella parte della voce di Dio. Dal 1995 poi l’interpretazione di diverse campagne pubblicitarie per la Lavazza nel ruolo di San Pietro fino a quando nel 2014, data l'età avanzata, si ritira dall'attività. 
Oggi Riccardo Garrone è ricordato più per essere stato San Pietro per la Lavazza che Dio per Garinei e Giovannini, ma è solo l'ultimo attore la cui carriera è stata cannibalizzata da uno spot. Vero è però che nel giorno della sua nel giorno della sua scomparsa, tutti lo ricordano proprio nel ruolo del primo fra gli apostoli. Eppure Riccardo Garrone era stato scelto da Garinei e Giovannini per essere “la voce di Dio”.

Noi però vogliamo ricordarlo con la sua celebre frase nel primo Vacanze di Natale:


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