I 7 vizi capitali come i 7 nani: nessuno li ricorda. Eppure cavalcano le cronache...

14 novembre 2013 ore 10:34, intelligo
I 7 vizi capitali come i 7 nani: nessuno li ricorda. Eppure cavalcano le cronache...
di Orietta Giorgio. I 7 peccati capitali, chi li ricorda tutti? Come per il nome dei 7 nani, ad un certo punto, ne manca sempre qualcuno all’appello. Ecco un ripasso generale dei vizi che forse non conosciamo abbastanza, alcuni non vengono neanche considerati dall'opinione pubblica dei peccati, tanto ormai ci si è fatto pace. L’Avarizia: il non saper condividere con gli altri ciò che si possiede, amare il denaro in maniera spropositata al punto da volerlo tenere per sé. L’avaro non è generoso, spesso è una persona incapace di donare se stesso. Si tratta di un’avarizia dell’anima nell’ottica di un potere egocentrico. La paura di chi pecca di avarizia? Perdere ciò che si ha e quindi, oggi soprattutto, ciò che si è (Es. Spese pazze regionali). L'Accidia: forse il più “sottile” e mentale dei peccati, è un congelamento delle emozioni, è negarsi alla vita per paura dei suoi pericoli e del potenziale dolore che si potrebbe provare. La mente impone, in maniera innaturale, una “pigrizia” dei sentimenti (Es. Ragazzi apatici davanti ai computer che non si interfacciano con la realtà perché anche dolorosa). La Gola: sembrerebbe il più innocuo dei peccati in realtà è forse il “padre dei peccati”, quello che li lega tutti. Le anime golose sono quelle che chiedono una remunerazione da tutto ciò che fanno, è una forma di bramosia di cose, persone, emozioni, che può portare la persona a dimenticare l'essenziale, per riversarsi nella quantità (Es. I viaggi pagati dagli imprenditori ai politici). L’Ira: si tratta di uno scatto di rabbia incontenibile, mosso da pulsioni negative, esagerate e dannose. E la vendetta? Temibile e inevitabile (Banalizzando: leggasi le performance di Sgarbi in Tv). La Lussuria: il più discusso dei peccati… può riassumersi in un desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a se stesso. E' una psicopatia similare alla gola, ma coinvolge l'aspetto legato all'atto sessuale, cercato, consumato e che non basta mai (Es. Scandali escort e Baby squillo). L’Invidia: è un tormento sottile, a volte quasi un bisogno, una pulsione talmente negativa da distruggere piano piano chi la prova, a prescindere dal motivo che scatena tale “emozione”. Invidiare quello che si vede negli altri e che si vuole per sé (Es. Lo scontro Aida Yespica-AntonellaElia all'Isola Dei Famosi). La Superbia: il desiderio di essere superiori disprezzando gli altri (Es. lei non sa chi sono io). Aristotele li definì gli “abiti del male”: i vizi, come le virtù, definiscono l’essere umano. Si tratta di abitudini che formano il soggetto, lo caratterizzano, proprio come farebbe un vestito su misura. Le virtù portano l’uomo a crescere, mentre i vizi lo distruggono. Le prime sono vitali, gli ultimi mortali, legati alla morte interiore della persona. Tanto vale ristudiarli un po'.  
autore / intelligo
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