Convivenze pericolose tra “popolari” progressisti e conservatori. E gli indecisi?

14 novembre 2013 ore 16:02, Marta Moriconi
Convivenze pericolose tra “popolari” progressisti e conservatori. E gli indecisi?
L’operazione Popolari, pensata e partita già da tempo, sta atterrando proprio poco prima dell’Assemblea di Scelta Civica. Sembra questione di ore: Mauro sarebbe pronto a presentare il suo manifesto. Ma, c’è un ma. Ci sono squadre definite e ormai già con la maglietta, da una parte quelle capitanate dai cattolici conservatori Casini e Mauro con tutti gli uddicini, ma anche dai più progressisti Olivero e Dellai, dall’altra quella di Monti e dei liberal Della Vedova e Lanzillotta. Questi, infatti, i protagonisti dei due schieramenti che nel tempo in Scelta Civica sono andati definendosi e che rappresentano due diverse linee di pensiero. Ma gli indecisi chi sono o chi sarebbero? Si parla di Gregorio Gitti, genero di Bazoli e fondatore-Presidente  della Fondazione Etica. Così, nella sua biografia, si racconta: “Sono nato a Brescia, in una famiglia dalla storia propria del cattolicesimo sociale e democratico lombardo”. Ma torniamo al presente: va preso in considerazione che Gitti, quando si trattò di congedare l'Udc, si espresse a favore dei montiani, ma non senza incertezza tanto che i giornali sulla sua posizione non si sbilanciarono troppo fino all’ultimo. Poi c’è Milena Santerini, che a quel voto si astenne (e l’astensione è comunque una scelta) come fecero anche gli stessi Olivero e Dellai, che ora stanno procedendo speditamente verso il progetto “popolare”.mario-mauro-300x199 (1) E Mario Sberna? Viene considerato anche lui tra coloro in attesa di decidere. L’ex presidente delle Famiglie Numerose potrebbe anche seguire Pierferdy. Lui che fa parte dei cattolici ‘francescani’ (e coi sandali va aggiunto), un po’ come il collega Gianluigi Gigli. E, in dubbio, sarebbe anche la scelta di Mario Giro: una carriera prestigiosa dentro la comunità di Sant’Egidio di cui è stato anche il Responsabile delle Relazioni Internazionali. Oggi ricopre la carica di sottosegretario agli Affari Esteri, ruolo che gli impone considerazioni ben più delicate rispetto agli altri.oliveroE qui si chiude il girone di color che son sospesi. Questi i nomi e le personalità forti che guarderebbero bene al Ppe. Una collocazione su cui si è espresso così Lorenzo Dellai, e proprio da IntelligoNews, qualche giorno fa: «Io non ho mai usato il termine moderato. Né ho parlato di Ppe. Popolarismo è un’altra cosa. Se posso riassumere: popolarismo non vuole dire moderato, non vuol dire per nulla centro-destra, se così fosse io non ci starei». Come faranno i catto-progressisti Olivero e Dellai a convivere con i catto-conservatori Mauro e Casini? Si sa le sintesi giornalistiche guardano sempre troppo avanti. E questa è un’altra... spaccatura. Mauro avvertito, mezzo…  
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