Bulgaria e Moldavia, vincono i filorussi: Europa perde pezzi anche ad Est

14 novembre 2016 ore 11:36, Americo Mascarucci
Lo hanno letto tutti come uno schiaffo all'Europa e all'Occidente e come un riposizionamento verso la Russia di Putin.
Qualcuno addirittura si è spinto oltre fino ad ipotizzare la nascita di un nuovo "blocco dell'Est", un Patto di Varsaria aggiornato e corretto.
Il Comunismo sovietico non c'è più, ma la "guerra fredda" fra Occidente e Russia sembra tornata agli antichi splendori e di fronte ad un'Europa che appare sempre di più anti-Putin, i Paesi che un tempo facevano parte del blocco sovietico, sembrano nuovamente attratti dalla vecchia "casa madre".
I risultati in Bulgaria sono certamente un segnale negativo per la UE.
Rumen Radev, candidato socialista e filo-russo, ha vinto infatti le elezioni presidenziali con il 59,35% delle preferenze.
Un altro politico filo-russo, Igor Dodon si avvia a diventare il nuovo presidente della Moldovia, la repubblica ex sovietica dove si è votato per il ballottaggio che vedeva Dodon, favorito dai sondaggi, opposto a Maia Sandu, ex ministro candidata delle forze filo-europeiste.
In Bulgaria il premier di centro-destra Boiko Borisov filo europeista e anti-russo si è dimesso di fronte alla sfiducia degli elettori per il suo Governo.

Bulgaria e Moldavia, vincono i filorussi: Europa perde pezzi anche ad Est
Il vincitore Radev è stato ufficialmente sostenuto dal Partito socialista bulgaro (che gli ha affiancato la candidata vicepresidente, l’europarlamentare Iliana Yotova) e, in un primo momento, anche dall’altro partito di centro-sinistra ABV, fondato dall’ex capo dello stato Georgi Parvanov. Ciò ha permesso al Partito socialista, reduce dal tracollo elettorale del 2014 e da un acceso congresso che, nel maggio scorso, ha portato alla leadership la deputata Korneliya Ninova, di riconquistare più rapidamente del previsto quel consenso popolare che sembrava perduto. 
Ma è soprattutto sulla vicinanza del vincitore a Putin che si concentra maggiormente l'attenzione.
Un risultato quello bulgaro che sembrerebbe riportare indietro le lancette nel tempo e che dovrebbe far riflettere seriamente l'Europa.
Infatti l'ostilità della Ue nei confronti di Mosca si sta rivelando sempre più controproducente spingendo i paesi dell'Est a spingersi sempre più verso la Russia allontanandosi da Bruxelles.
Ma quanto può aver davvero contato il sostegno di Putin in queste elezioni?
Inutile negarlo, la Russia senza dubbio ha avuto il suo ruolo nel pilotare il voto tanto dei bulgari che dei moldavi.
Perché, nel momento in cui l'Europa sta tentando di isolare la Russia, inevitabilmente Putin non può che avere tutto l'interesse ad indebolire l'Europa.
E a quanto pare il gioco gli starebbe riuscendo anche bene.


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