Evasione Bollo auto: niente revisione a chi non paga e non circola

14 novembre 2016 ore 14:27, Luca Lippi
Addio circolazione se non si paga il bollo. La stretta all'evasione di una delle tasse più odiate dagli italiani arriva da un emendamento alla manovra finanziaria appena approvato dalla Commissione Finanze della Camera. Ma non solo. Tra le altre novità che hanno ricevuto l'ok nell'iter parlamentare della legge di bilancio, c'è anche la norma "anti-bagarini", l'estensione a tre giorni per i congedi dei neo-papà e la tpl gratis per i disoccupati.
Ecco le novità:
Senza bollo l'auto si ferma
Chi si aspettava la cancellazione dell'odiata tassa dovrà rassegnarsi. La norma che ha ricevuto il via libera dalla Commissione (e che deve ora passare in quella di bilancio), al fine di contrastare l'evasione sul bollo auto, prevede infatti che gli uffici del dipartimento dei trasporti, così come i centri di revisione controllino che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato la tassa di proprietà e di circolazione del mezzo e che lo stesso non sia sottoposto a fermo amministrativo.
Se le verifiche danno esito negativo, praticamente il mezzo non potrà più circolare finchè non sarà pagato il bollo.
Inoltre, una proposta presentata dal Pd come emendamento alla Legge di Bilancio, allo scopo di contrastare ulteriormente l'evasione della tassa di proprietà, già approvata dalla commissione Finanze alla Camera, prevede che chi è autorizzato per legge ad effettuate la revisione dei veicoli debba accertarsi anche dell’avvenuto pagamento del bollo auto e che sugli stessi veicoli non gravi il fermo amministrativo.
Solo dopo aver appurato che il proprietario sia in regola con il pagamento della tassa di circolazione e con quella di proprietà, infatti, si potrà procedere alla revisione, in caso contrario il proprietario è tenuto prima a regolarizzare le proprie posizioni debitorie prima di ottenere la revisione del veicolo.

Evasione Bollo auto: niente revisione a chi non paga e non circola

Invero è utile ricordare che il bollo auto non è dovuto se caduto in prescrizione: in sostanza, se dopo il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, il contribuente non riceve  un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Equitalia, Agenzia delle Entrate o altro ente preposto alla riscossione, il tributo non sarà più dovuto. 
Lo stabilisce l'art. 1, comma 163, della legge 296/06, il quale afferma che il titolo esecutivo (la cartella di pagamento) deve essere notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. 
Si tratta di una posizione avvalorata dalla giurisprudenza, come dimostra la recente sentenza della CTR di Catanzaro del 3 febbraio 2016 che avalla un orientamento sempre più favorevole al termine triennale in luogo di quello decennale sostenuto da diversi precedenti, anche di Cassazione (sent. n. 701/2014,  S.U. sent. n. 5791/2008), in considerazione della presunta natura erariale del credito. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]