Proteste contro Trump, Fusaro spiega: "Per i supermagnati come Soros è un pericolo reale"

14 novembre 2016 ore 13:14, Americo Mascarucci
"Donal Trump è il rappresentante di una fase transitoria che preparerà la strada all'avvento di un nuovo socialismo. George Soros e i grandi magnati della Finanza lo considerano un pericolo e per questo stanno sollevando le piazze contro di lui".
Il filosofo Diego Fusaro spiega ad Intelligonews cosa si nasconde dietro le violente proteste anti-Trump, chi le sta aspirando e perché.

Fusaro, contro Trump da giorni negli Usa si stanno susseguendo proteste di piazza con scontri e feriti in varie città. Che sta succedendo?
Proteste contro Trump, Fusaro spiega:  'Per i supermagnati come Soros è un pericolo reale'
"E' molto semplice. I signori della finanza stanno facendo le rivoluzioni colorate in casa loro per la prima volta, dopo averle esportate in tutto il mondo per destabilizzare i paesi non allineati. Adesso stanno cercando di destabilizzare Donald Trump e il suo futuro governo in quanto non allineato ai supermagnati del globalismo finanziario che avevano puntato sull'imperialista Hillary Clinton".

Quindi c'è la mano di George Soros che, come molti sostengono, dopo aver finanziato la campagna della Clinton ora punta ad abbattere Trump prima ancora che possa insediarsi?

"Mi pare evidente, anche perché la mobilitazione delle piazze è ridicola dal momento che Trump è stato eletto con un voto democratico. Dietro certe mobilitazioni, così come dietro le rivoluzioni colorate, c'è sempre stata la mano della finanza come nel caso dell'Ucraina".

Che dovrebbe fare quindi Donald Trump?

"Innanzitutto dovrebbe denunciare queste proteste per ciò che sono realmente, ossia tentativi dei poteri finanziari di deligittimare il voto degli americani. E' l'attacco delle lobby contro la democrazia". 

Ma come ci si può difendere dagli attacchi di queste lobby?

"Bisogna deglobalizzare creando limiti politici al mercato, va ripristinata l’etica dello Stato affinché questo torni a disciplinare l’economia e ponga al centro di tutto la democrazia rispetto al mercato".

E Trump sarà in grado di fare ciò?

"Trump ha vinto perché ha saputo intercettare il consenso degli sradicati, della nuova plebe. Pur non essendo un socialista ha saputo incarnare le aspettative e gli interessi di un popolo e di un ceto medio che si sentono vittime del globalismo e che auspicano un nuovo e diverso sistema economico. Credo che Trump rappresenti una fase di transizione. Movimenti come il suo prepareranno il terreno all'avvento di un nuovo socialismo". 

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