Poli Bortone: «Pdl-FI? Meglio Pdl e destra. Che c'entrano Magdi Allam, Cossiga e Ciocchetti in prima fila?»

14 ottobre 2013 ore 11:57, Marta Moriconi
Poli Bortone: «Pdl-FI? Meglio Pdl e destra. Che c'entrano Magdi Allam, Cossiga e Ciocchetti in prima fila?»
Ieri il battesimo del  movimento Prima l'Italia di Gianni Alemanno. Pochi giorni prima la presentazione della nuova piattaforma del centrodestra Officina per l’Italia lanciata da Fratelli d’Italia. Qualcosa si muove a destra, ma la situazione è magmatica. A spiegarci pregi e difetti della nuova fase costituente, che con fatica si sta cercando di costruire a destra, una determinatissima Adriana Poli Bortone, già ministro ed europarlamentare, che dal Msi ad An ne ha vista scorrere di acqua “identitaria”. Con IntelligoNews apre una conversazione che risulta critica q.b. con Alemanno e con Fratelli d’Italia. La Poli Bortone ne è convinta: “Nel centrodestra c’è già un sovraffollamento di soggetti, mentre uno spazio politico vero c’è proprio a destra. E in termini di alleanze e percentuali sarebbe più utile»… Gianni Alemanno ha lanciato “Prima l’Italia” e ha parlato di un partito di centrodestra che deve nascere e dare “una casa a tutti quelli che vengono da An”. Si sente coinvolta? «Primo di tutto una considerazione: è certamente un fatto, da registrare in termini positivi, che molti di quelli che entusiasticamente avevano abbracciato il Pdl, poi sono tornati indietro dopo il fallimento di quest’esperienza. Che si facciano e si creino nuovi soggetti per poter entrare in Officina, poi, mi lascia piuttosto perplessa. Io sono convinta che nel centrodestra ci sia un sovraffollamento di soggetti, e che invece a destra ci sia spazio uno politico vero proprio. Questo non significa essere estremisti, ma avere l’orgoglio di un'identità chiara. Questa destra, sì, può fare un’alleanza con il centro, ed è possibile soprattutto se si converge sui valori della Dottrina Sociale della Chiesa in termini economici». Ma Officina per l’Italia non convince Storace, anche per un altro motivo: in quanto coinvolge personalità che non hanno una storia di destra, una storia politica coerente... «L’omologazione culturale politica ha diluito le identità. Io sono convinta che invece una chiara matrice di destra sia necessaria, oggi, per indicare una strada realmente percorribile a tutta quella gente che non si riconosce più in queste situazioni magmatiche». Comunque Alemanno ha parlato di un congresso aperto “a tutti quelli che vengono da destra e fatto sulla base delle primarie”. Soddisfatta? «Ma non ho capito: Alemanno parla per sé, cioè per Prima l’Italia, o per l’Officina? Se parlasse anche in nome dell’Officina non potrebbe chiudere le porte agli altri, perché se dice che il congresso è aperto a tutti quelli che provengono da An… comunque non mi pare che questo sia stato l’indirizzo dell’Officina, che prima ancora di pensare agli ex An o agli ex di destra, ha scelto legittimamente, per carità non giudico, di indicare tra le personalità di punta, Magdi Allam, Ciocchetti, Cossiga… non mi pare abbiano un percorso di destra». Come guarda a quello che sta succedendo nel Pdl? «Non è una divisione ideologica, ma strumentale. Il Pdl rimane un contenitore e Forza Italia dovrebbe avere anche l’obiettivo di aggregare gente di An che non trova più posto nel Pdl. In sostanza non mi sembra un grande progetto, ma uno spacchettamento organizzato per tentare di rastrellare una percentuale maggiore. Piuttosto, intelligenza politica vorrebbe che, semmai, si auspicasse una presenza politica di destra, chiara e vera, perché in termini di alleanze e percentuali potrebbe essere più utile». Marine Le Pen sta continuando a conquistare i francesi. In Italia c’è una Le Pen o va cercata? «Bisogna lavorare per cercarla. La Le Pen ha sempre mantenuto dritta la strada segnata dal padre, l’ha riletta con intelligenza politica ma senza mai negare le radici…». Quindi è questa la sua forza? «Sì,  è stata molto chiara nel messaggio senza mai venir meno a se stessa, alla storia che rappresenta».
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