Funerali Priebke. Un problema di "ordine" pubblico, non privato...

14 ottobre 2013 ore 15:30, Marta Moriconi
Funerali Priebke. Un problema di 'ordine' pubblico, non privato...
Vi ricordate quando i funerali in Chiesa erano vietati a coloro che si erano suicidati o a quanti chiedevano la cremazione?  Poi qualcosa è cambiato. Ma per chiarire i passi fatti, occorre riportare nero su bianco, il canone 1184, che disciplina proprio questo ambito. “Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: 1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; 2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; 3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le “esequie senza pubblico scandalo dei fedeli”. Quindi si evince che al suicida, che non è in una situazione di peccato pubblico e per cui si spera in una possibile conversione in “articulo mortis”, la Chiesa accetta di celebrare i funerali. Così come la cremazione è ammessa solo se in linea con la fede cattolica, insomma solo se è un cattolico a chiederla. Il caso di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, rientrerebbe, invece, perfettamente nel terzo punto del canone. Il funerale ecclesiastico in forma solenne, non è concesso ai mafiosi, agli assassini mai pentiti, tanto meno ai boia delle SS che non hanno mai mostrato sofferenza per quanto compiuto e che anzi, hanno negato, come ha fatto Priebke, l’esistenza di camere a gas. Il punto centrale per continuare il ragionamento è ricordare che le esequie non sono un sacramento, nel senso che non danno (tanto meno tolgono nulla) a quello che si è commesso, ma rappresentano, come ha avuto modo di chiarire il canonista Alessandro Giraudo a Famiglia Cristiana,  solo una preghiera dei fedeli per un aiuto spirituale al defunto, onorandone il corpo del defunto e insieme arrecando ai vivi il conforto della speranza. Vien da sé che la scelta di non celebrarle per un uomo che non si è pentito pubblicamente è scaturita da parte del Vicariato di Roma con una certa velocità. “In nessuna Chiesa di Roma”, ha infatti sentenziato il cardinale Vicario di Roma per il Papa,  Agostino Vallini. Specificando, però, che  di fronte alla richiesta di funerali religiosi per l'ex ufficiale delle SS Priebke "abbiamo fatto le nostre valutazioni e abbiamo deciso di proporre una modalità diversa, ovvero quella di una preghiera per la misericordia di Dio in casa del defunto". Un problema “di ordine” pubblico, ma non privato, perché una preghiera non si nega a nessuno… E ancora si è in attesa di capire che fine farà il corpo, che non vuole nessuno, dell'ex capitano delle SS.
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