Lui, lei, l'amante, i figli e le scatole cinesi: la vera storia di Lux(uri)ottica

14 ottobre 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi Enrico Cavatorta, neo amministratore delegato di Luxottica voluto fortemente da Leonardo Del Vecchio lascia la guida della multinazionale bellunese ad appena 30 giorni dalla sua nomina. Che è successo?  
Lui, lei, l'amante, i figli e le scatole cinesi: la vera storia di Lux(uri)ottica
  La solita storia da “broccoli e arzilla”! Partiamo dall’inizio, Andrea Guerra lascia la carica di Amministratore delegato con una “buonuscita” di appena 120 milioni di euro (Montezemolo in confronto è stato cacciato con gli stracci...). Ovviamente all’interno dell’azienda i malumori montano. Intanto succede a Guerra il dott. Enrico Cavatorta che non fa in tempo a insediarsi che già si trova fra le mani una patata bollente di proporzioni apocalittiche. In buona sostanza, l’ex amministratore delegato fa il biscotto al successore dichiarando che le sue dimissioni sono dovute per mancanza di convergenza con i piani industriali di sviluppo dell’azienda leader dell’occhialeria mondiale, ma di fatto la realtà che trova Cavatorta è un’altra. Leonardo del Vecchio non ha proprio condotto una vita affettiva “serena”, nel senso che ha avuto tre relazioni differenti dalle quali sono nati sei eredi. Fin qui niente di pruriginoso, se non fosse che la moglie, Nicoletta Zampillo, madre di Leonardo Maria e l’attuale compagna, Sabrina Grossi, madre di Luca e Clemente, tutt’ora minori, sono entrate in “contrasto” per questioni di divisioni azionarie dell’impero. La Sig.ra Nicoletta Zampillo pretende che Francesco Milleri, persona di sua fiducia abbia un posto all’interno del Consiglio di Amministrazione della società, scelta osteggiata da Cavatorta, e da qui le annunciate dimissioni. Anche fino a qui ordinaria amministrazione, può “succedere”! Ma la cosa grave è che a seguire Cavatorta sono pronti a mollare le poltrone diversi componenti del Board, e allora l’ex Ad non l’ha raccontata tutta! In conclusione, la punta di diamante dell’imprenditoria italica, con dipendenti e un indotto da fare invidia alla (ex) Fiat, è minata da beghe successorie, alla mercé di due donne litigiose che s’intrattengono bellicose nel piazzale antistante la “fabbrica” accapigliandosi per (indovinate un po’?) soldi. Speravamo in un impulso di sana gelosia e invece … anche i ricchi piangono! De Curtis amava dire “signori si nasce…”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]