La mappa dell’Italia che affonda nel fango. Dove e come sta piovendo

14 ottobre 2014 ore 16:40, intelligo
La mappa dell’Italia che affonda nel fango. Dove e come sta piovendo
Come un bollettino di guerra. Ecco la mappa di dove si spala fango e si contano danni dopo il disastro di Genova, costato la vita a una persona. 
PARMA SOTT’ACQUA. Il sindaco Pizzarotti aggiorna sui Social i suoi cittadini. “Finito ora il giro di controllo. Situazione molto peggio del previsto a causa del molto fango. Oggi ne esce una città ferita e debole a questo tipo di eventi, mai vista in 40 anni acqua a barriera Bixio”. Sott’acqua sono finiti anche trentamila prosciutti dello storico marchio nella zona di Corniglio e insieme ai danni e alle grandi difficoltà per la popolazione, è una delle immagini-emblema di quanto accaduto in poche ore. GENOVA: FANGO E POLEMICHE. La città della lanterna si è svegliata senza pioggia. Lo stato di Allerta 2 è cessato a mezzanotte di ieri ma le scuole restano chiuse come chiusi restano i cimiteri di Staglieno, Castagna e Torbella; il museo di Storia Naturale, il sottopasso di piazza Montano e il “Rizzoglio” di Cornigliano. Anche oggi non sono mancate nuove polemiche. Beppe Grillo per tutto il giorno ha fatto un giro sullo scooter tra le zone più colpite dall’alluvione e una delegazione di parlamentari del M5S si sono messi a spalare coi cittadini. Ma il leader pentastellato è stato contestato da alcuni cittadini che gli hanno chiesto di andare a spalare. Grillo ha risposto che lo dovevano chiedere a Renzi perché lui e i suoi a Genova ci sono. Poi ai giornalisti ha detto: “Volete intervistarmi? Benissimo. Versate 2.000 euro e sono tutto per voi, poi li giro agli alluvionati. Altrimenti andate a fan...”. A TERNI PIOVE GRANDINE COME NOCI. Una grandinata così non se la ricordano in tanti. All’alba Terni è stata ‘bombardata’ da una violenta precipitazione: chicchi di grandine come noci, è la descrizione più ricorrente nei commenti dei cittadini. L’evento ha provocato molti danni soprattutto nella zona di Valserra, nelle frazioni di  Giuncano, Appecano, Collegiacone, Poggio Lavarino, Pracchia, Polenaco. Danneggiate seriamente le auto e i tetti di molte abitazioni. FRIULI COL FIATO SOSPESO. Scatta una nuova allerta della Protezione civile per la parte orientale del Friuli Venezia Giulia. Intanto si contano i danni della prima ondata di maltempo con vento fortissimo, che si è abbattuta ieri sera sulla regione, in particolare tra la provincia di Pordenone e le colline a nord di Udine. A creare danni maggiori è stato il forte vento, che con raffiche oltre i 100 km orari ha scoperchiato capannoni, divelto cavi dell'alta tensione, distrutto una stalla, abbattuto alberi, di cui uno su una automobile in transito per fortuna senza provocare feriti. Le previsioni dicono che dalle prime ore di domani e per le successive36 ore su pianura e costa, e in particolare sulla parte orientale della regione, saranno possibili rovesci e temporali con piogge localmente intense. PIEMONTE E VENETO FERITI. Il giorno dopo l’ondata di maltempo che ha duramente colpito il basso Piemonte, si contano i danni provocati da frane e allagamenti. A Gavi, in provincia di Alessandria, uno dei centri più colpiti, una ventina di persone delle oltre 30 che erano state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni invase dall'acqua, ha potuto far rientro a casa già nella serata di ieri mentre per le restanti, ospitate al piano terra della scuola elementare, sono in corso le verifiche di agibilità delle case. Nel comune però manca l’acqua e sono state approntate le autobotti. Situazione di disagio, danni e difficoltà anche in numerose zone del Veneto: case isolate, strade allagate, paura. Il governatore Luca Zaia ha chiesto lo stato di calamità.
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