Germania: ecco come funziona il loro reddito di cittadinanza

14 ottobre 2015, Luca Lippi
Germania: ecco come funziona il loro reddito di cittadinanza
In Italia se ne parla ma alla fine non si intravede troppa convinzione e comunque se ne parla a sproposito, ne abbiamo già esaminati i limiti. Tuttavia, in Germania l’assegno sociale per tutti è una realtà ed è interessante osservarne il funzionamento.

In Germania quello che noi chiamiamo impropriamente “reddito di cittadinanza” si chiama “Hartz IV”, l’importo è di 399 euro il mese (la Civetta ha spiegato perché non può essere superiore a 400 euro), e l’erogazione è destinata anche per chi non ha mai lavorato neanche un giorno.

Ovviamente i criteri di assegnazione sono severi giusti ed equi, e non si limitano solo al momento dell’assegnazione. Quindi i controlli rientrano nelle spese che lo stato tedesco impiega per fare in modo che questo strumento sia nelle mani giuste oltre il costo dell’assegno stesso.

L’assegno è erogato a 3,4 milioni di “famiglie” (7 milioni di assistiti) per una spesa totale a carico della collettività di oltre 50 miliardi di euro l’anno. L’importo è enorme, ed è maggiorato delle spese di controllo da parte degli organi preposti alla vigilanza dell’opportunità di erogazione e mantenimento.

I controllori oltre valutare continuamente la legittimità di mantenimento dell’assegno, hanno la facoltà di arrivare direttamente a casa dei beneficiari e controllare con chi si dorme: si può coabitare con un partner (naturalmente), ma a patto che costui non riceva nessun assegno.

Esistono diversi criteri di flessibilità, nel senso che per esigenze urgenti ed improvvise questo assegno può essere aumentato una tantum. Per esempio l’acquisto di un paio di scarpe è valutato in 40 euro oltre l’importo dell’assegno già percepito.

Ovviamente dietro tutto questo c’è una forma di assistenzialismo spesso mal concepita dalla collettività, ma di fondo questo sarebbe vero se l’assegno fosse di un importo tale da poter rinunciare alla necessità di cercarsi un lavoro.

Dietro ogni famiglia tedesca che percepisce l’assegno (è quanto ha rilevato il quotidiano Italia Oggi) c’è un dossier di non meno di 600 pagine continuamente aggiornato. I beneficiari sono costantemente sotto osservazione e oltre l’umiliazione di vivere a carico della collettività c’è anche l’ansia di essere monitorati che umanamente è concepibile come un disagio, tuttavia è inevitabile, lo stato deve garantire la sopravvivenza ma deve anche controllare i rischi di sprechi!

Chi usufruisce dell’assegno deve scendere a un compromesso che passa dal disagio per giungere alla ricerca di una soluzione per uscirne definitivamente. Lo stato è presente ed è responsabilità del disagiato quella di liberare se stessi dalla prostrazione e liberare lo stato che è comunque “buon padre di famiglia”.

È importante sottolineare il fatto che i costi sociali sono enormi nonostante l’importo modesto dell’assegno, questo dovrebbe aprire gli occhi sulla portata della propaganda di chi vuole promuovere questa iniziativa anche in Italia, 50 miliardi l’anno dove li trova uno stato che sta combattendo la battaglia per evitare che si crei ulteriore povertà?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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